La teoria di Stefano

ALLA RICERCA DEL SOCIO PERFETTO 

                                                          Deliri di un tresettista  

Cosa mi spinge a scrivere quanto segue…Anni e anni di partite, esortazioni da parte di amici,voglia di dire la mia ; sono solo alcune delle motivazioni che mi hanno indotto a mettere per iscritto le mie elucubrazioni mentali relative al “pianeta tressette”.

Nessuna tecnica nuova,nessuna trovata geniale ,anzi ,in questo mio scritto troverete più concetti “eretici” che  modi di giocare “classici”(quelli sono stati già enunciati  in  maniera sublime negli altri capitoli ).

Il tressette ,un gioco straordinario e meraviglioso che si gioca in quattro ,un mazzo di carte e quattro amici che si sfidano e si confrontano.

Tempo fa era necessario un ritrovo (un bar,una casa, un tavolino e quattro sedie) ora basta un computer, un monitor e internet che ci proietta virtualmente nelle medesime situazioni di quando giocavamo “live” .

Volete mettere la comodità ( o la pigrizia) di poter giocare in casa con i propri confort  senza dover percorrere un numero di km per raggiungere la casa di questo o quell’amico ,oppure doversi rivestire ,dopo una giornata lavorativa ,e scendere giù al bar dagli amici?

Ebbene io le ho vissute personalmente queste situazioni.

Qualunque sia la situazione o la location, il mio intercalare rispetto al gioco resta sempre lo stesso: tentare di Vincere!

Sempre e comunque! Il tutto nel massimo rispetto delle regole ovviamente ma con uno spirito diverso dagli altri che mi ha portato nel corso degli anni alcuni problemini da parte di tutti coloro che interpretano questo gioco con lo spirito giusto ovvero giocare e divertirsi.

Sono consapevole che il Tressette è un gioco di carte e come in tutti i giochi di carte la componente fortuna è decisiva, ma da anni ho maturato la convinzione o forse l’illusione che se esistesse IL SOCIO PERFETTO ,tale componente si ridurrebbe sensibilmente! 

Cosa intendo con tale termine?

In poche parole un alter ego,un compagno/a che capisca cosa fare e quando farlo, un poter giocare con la forza di 20 carte  per poterla spuntare in una partita .

Impossibile direte Voi, e forse avete ragione ma credo che a volte non sia proprio cosi….

Nulla da eccepire quando siamo  carenti di carte “giocabili” ,quando subiamo passate vincenti da parte di avversari che hanno dieci carte fatte e  fanno 11 punti senza che ci si possa opporre a tale stato di cose ( io le chiamo le esecuzioni). E succede.. eccome se succede!

Più di quanto crediate !

Molto diverso è il discorso quando ne hanno “solo “ 9 di carte fatte , e cominciamo la storia da qui:

Quella presa deve essere nostra ,non esiste che ci si sbagli, dobbiamo prenderla e fare quel punticino necessario per poterci salvare dal “cappotto” e ,ad essere ottimisti, per vincere la partita 34 a 32 !!

Come fare per poterci aggiudicare quella decima presa?

Dogmi non ne esistono,verità assolute nemmeno ,dipende dalle carte che si posseggono ,dal compagno,  che deve scartare chiaro e farti capire dove sta “reggendo”,dalla fortuna, dalle sensazioni, dalla visione  d’insieme di quella determinata passata,dall’aver carpito determinati segnali anche da parte dell’ avversario che magari chiama ad un determinato palo ,o che magari ha dichiarato di avere un piombo di mano,insomma antenne ben dritte e concentrazione totale !!!

E quando questo avviene la soddisfazione è grande ,perché vuol dire che si è fatto il massimo ottenibile in quella passata e che anche IL SOCIO PERFETTO  ha collaborato al 100 % !!                

                                    GLI SCARTI 

A mio avviso sono l’essenza di questo gioco ,il fondamento di tutto ,la forza e la debolezza al tempo stesso della partita intera; l’interpretare gli scarti da parte del Socio e mia, determina la differenza tra una bella partita e una disfatta . Esempi se ne potrebbero fare a migliaia ,ma inizierei con qualcosa di tangibile …

 A-B-C-D dove A sono io e C il mio compagno :

ipotizziamo che B si stia facendo una sequenza di prese buone ,quattro per  esempio, A ( ossia il sottoscritto) sarebbe l’ultimo di mano ed avrebbe un esiguo vantaggio ,quello cioè di essere l’ultimo a tirare dopo che B ha terminato le sue prese buone e di conseguenza uscirà su un altro gioco.

Avrei un paio di opzioni ,quindi : scartare falso accorciando un 2 quarto o un 3 terzo o un asso lungo  ma MAI  e poi mai scarterei dove sono debole rischiando di esporre il mio socio al tunnel avversario,preferisco lasciarli nell’incertezza . Diverso sarà il discorso per il mio socio che si troverà tra due fuochi (under the gun) ,lui deve fare subito lo scarto vero,dovendosi forzatamente affidare  al compagno nel suo gioco debole, in quanto non potrà difendersi quando gli avversari avranno terminato la lunga che si stavano facendo ed usciranno proprio li. ( e state pur certi che se sono avversari validi avranno scartato i semi deboli e si cercheranno proprio sui giochi rimanenti)

Di norma mi regolo così e se anche il mio ipotetico SOCIO PERFETTO facesse altrettanto si otterrebbero buoni risultati.

A questo punto starete dicendo a voi stessi:

“ma allora Stefano  è cosi semplice, di facile  lettura e quindi facilmente battibile”….

Forse si ,o forse no ,perché magari ho accorciato un 2 quarto ,ma potrei avere carte da urlo sui restanti giochi magari un 3 secco proprio sul gioco dove C scartava,le possibilità sono infinite a questo gioco succede.. eccome se succede …e comunque sia l’importante è che ci sia la sintonia tra il SOCIO PERFETTO e me e ci si intenda sugli scarti e già staremmo un passo avanti !

Trovo altresì efficace lo scarto grande/piccola, perché mi  rassicura su dove poter accorciare sapendo che a quel gioco il mio socio ha qualcosa .

N.B. alcune scuole di pensiero sostengono che fare grande/piccola presupponga che il nostro compagno  sia in  possesso del 3!!

E qui scatta l’eretico che è in me …. Può capitare che di quel  3 non se ne abbia neanche l’ombra ….ma siamo costretti a dover scartare gioco-forza , pertanto diamo un segnale al  socio che possediamo qualcosa a quel gioco facendo grande/piccola ,poi starà a lui interpretare tale scarto in base alle sue carte ,alla sua intelligenza e alle sue capacità di SOCIO PERFETTO….

Dice un amico, e a mio avviso ha perfettamente ragione, che ogni carta ha un suo significato, per questo esiste una grande differenza nello scartare prima un sette e poi un fante e viceversa e la differenza sta soprattutto nell’essere attenti a distinguere la due cose quando avvengono su presa avversaria o su presa amica . Scartare prima un sette e poi un fante su prese del compagno è chiaramente uno scarto a “chiamare” e su questo non ci si può sbagliare ,il SOCIO PERFETTO lo sa!!Un esempio su tutti : una volta il mio socio aveva una napoletana quinta a coppe  e gli scartai in questo modo; coppe, fante bastoni, sette bastoni,cinque bastoni e infine fante spade. Voi direte :chiara chiamata a denara…. E io vi rispondo : se è cosi ,perché non feci coppe,fante bastoni,fante spade, sette bastoni e cinque bastoni???? Dai che ci arrivate da soli ,non serve il SOCIO PERFETTO  per capirlo….ero piombo a denara ,avevo infatti un 29 a spade infinito !! Succede… eccome se succede

Insisto molto sul capitolo scarti proprio perché , a mio avviso , è la chiave di tutto questo gioco, oltre al possesso di carte “importanti” quali napoletane -25 lunghi – o 3 ,ma questo è un altro discorso…

Generalmente non mi scarto mai un tre a meno che non abbia visto scartare al mio compagno tutti e 4 i semi –n.b. tutti e 4  perché potrebbe essere piombo proprio al 4° seme e se scarto il 3 son dolori-nella sequenza di scarto  coppe,bastoni ,spade e denara…..forse e dico forse ,potrebbe aver qualcosa a denara,e solo e soltanto se sono costretto a scartare tra due 3 o tra carte sovrane oserei scartarlo !!!

Diverso è  il discorso quando si scarta un  3 di proposito per rassicurare il compagno sul possesso di quel 25, ma come fare a capirlo direte voi?

Qui scatta il SOCIO PERFETTO che è in voi e al tempo stesso  l’eretico che è in me che gioca in maniera totalmente diversa dalla stragrande maggioranza (ovvio che è importante il quando si effettua tale scarto –se come 1° scarto o alla terzultima carta!) . Per questo antenne dritte e concentrazione totale!

Simile discorso ,ma non lo stesso,si può ipotizzare con i 2, se costretti ,o se si è vista una chiara “chiamata” del compagno e nel contempo di” rifiuto” avversaria si può azzardare lo scarto del 2 per un motivo più semplice, perché comunque sia esiste la carta superiore in giro quindi è una retta quasi inutile e se costretti dovremo piuttosto difendere con più veemenza un asso terzo!

L’eretico che è in me scarterebbe persino il 2 secco se si trova tra due fuochi –under the gun- e comunque scarterei come prima la scartina di un asso lisciante in quanto è indifendibile e altrimenti se non lo facessi indurrei il mio compagno a pensare che sto “chiamando” proprio a quel seme.

Domandina facile facile :

che senso ha chiamare il compagno su un re quinto o peggio su un cavallo quinto quando si sta subendo una lunga avversaria?

Via quelle cinque scartine ,non servono a nulla ,fidatevi!!

Anche perché se ne avete cinque gli altri tre giocatori probabilmente ne hanno pochine….è forse più efficace reggere un 2 secondo in quei casi ,perché in prospettiva potrebbe fermare una lunga avversaria ben più lunga del seme dove voi stessi ne possedete cinque!!!

Succede…eccome se succede!!   

SCARTO SU PRESA INCERTA 

 Il giocatore D esce di terzo liscio ed io sono piombo, che fare? Generalmente l’ottimista che è in me spera nella presa del mio socio ultimo di mano ed è per questo motivo che il mio scarto sarà vero,prudente (si forza troppo mettendo un asso) ma sincero. Rischioso ma in prospettiva redditizio perché il mio compagno restringe sensibilmente i giochi in cui potrebbe incrociare una mia risposta affermativa … 

D esce di due e chiede la migliore,sono piombo… che fare? Il discorso si complica ,per due motivi : a) il mio compagno non lo asseconderà mai e quindi se ha il 3 secondo o più non lo metterà;

b) il  3 potrebbe averlo B e non mi va  di scoprirmi troppo….pertanto si scarta semi-vero ( si accorcia un 2 terzo o un re quarto,persino un 25 lungo scartando una carta intermedia, il sette per  esempio, per poter fare  eventualmente grande piccola in caso il 3 lo abbia proprio B).

Diverso il discorso se D ci torna a quel gioco perché vuole far scendere il 3 a tutti i costi. A quel punto non si hanno dubbi : si scarta vero e pesante (anche assi pericolanti) perché non esiste che riprenda un'altra volta D e siamo quasi certi che il 3 lo ha il nostro socio. A quel punto potremmo aver confuso le idee al  compagno che ha visto due scarti ma in realtà ne ha visto uno vero ossia il secondo, starà a lui quindi decidere come giocare tenendo ben presente una cosa:

siccome D ha giocato in quel modo ha quasi sicuramente un 3 per rientrare ,altrimenti ,per come intendo io il tressette , avrebbe messo l’asso a terra chiedendo quel 3 !!!  

STESSO SCARTO DEL MIO COMPAGNO  

Nel caso in cui gli avversari si stiano facendo una sequenza di carte buone ed il mio compagno scarta come primo scarto” under the gun” coppe per esempio,  anche io scarto coppe come primo scarto…che vuol dire?

Ovviamente che a coppe posseggo carte sovrane ,o comunque posso gestirmela tranquillamente, pertanto faccio bene ad accorciare quel seme ,in quanto non vi troverò risposte affermative da parte del mio compagno ed al tempo stesso gli do un segnale.

N.B. tale scarto può avvenire in due  modi:

1)     Coppe grande - piccola = chiamo e ne ho tante ,ma tante!

2)     Coppe piccola -grande = non è il mio gioco “forte” ,ossia reggo ma non fino all’inverosimile. 

STESSO SCARTO DEGLI AVVERSARI 

Nel caso in cui vedo un esiguo numero di scarti ( una Napoletana secca avversaria o un 25 in cui non cade asso) ,e per ipotesi l’unico ad aver scartato è stato il socio avversario è consigliabile ,a volte, effettuare lo stesso scarto fatto dall’avversario per una serie di motivi:

1)     difficilmente usciranno proprio a quel seme

2)     non do altri riferimenti su giochi dove potrei essere debole

3)     ho la necessità di mettermi “ a passetto” ossia di reggere sui semi in cui ipoteticamente si cercheranno.

 

 INTERPRETAZIONE DELLO SCARTO “AMICO”  

E’ forse il lato oscuro ,il più complicato perché di difficile interpretazione ,cercherò di spiegarmi meglio :

Nessuno scarto è stato ancora fatto da nessun giocatore e , per esempio , gli avversari escono lisciandosi un asso dove il sottoscritto prende con il 3 secondo, il mio sottomano mette una scartina ( un 4 x esempio) ed il mio socio un 5 ….. l’interpretazione migliore qual è ?

Se non si hanno giochi da sviluppare è consigliabile tornare proprio a quel gioco , in quanto prima o poi tale gioco sarà sviluppato e ,secondo la  mia scuola di pensiero ,un liscio dato  dal mio socio su presa nostra “ accetta”, altrimenti mi avrebbe dato una figura per indicarmi debolezza ! Se poi la mia lettura si è rivelata sbagliata ( avrebbe potuto avere solo quel 5) , mi prenderò meritatamente del “pollo” dal mio compagno ,tenendo presente però ,che forse è meglio che se le facciano subito piuttosto che alle ultime prese ( ad essere ottimisti potremmo comunque fare ultima). 

Spesso capita che il mio compagno “chiami” su un 28 figurato anche solo terzo: chiaramente dobbiamo sempre avere fiducia totale nel nostro compagno , sempre.

Se ho la certezza che gli scarti che il mio compagno ha fatto indicano per esempio coppe ed io ho un 3 lisciante ,egli dovrà necessariamente scartare una carta “figurata” ,addirittura l’asso quando io piegherò il tre.

Nessuna paura ,ragazzi , la fiducia nel SOCIO PERFETTO è infinita , pertanto si ritorna senza esitazione a quel gioco perché gli scarti indicano “chiamata” proprio a coppe.

Un esempio su tutti:

una volta avevo un asso sesto ( solo quello) e feci “legge” proprio su quell’asso, quando il mio compagno si lisciò il 3,e cadde il 2 secco al mio sopramano misi una scartina per indicare che “accettavo” quel seme.

Stesso discorso accadde quando ,un’altra volta ,contai le carte di quel mio asso 6° e avevo la certezza che il 2 era secco al mio sottomano .Il SOCIO PERFETTO non ebbe incertezze ,pur non avendo visto l’asso cadere ,lui sapeva che lo avevo io in quanto la chiamata che feci non metteva alcun dubbio.  

EFFETTUARE UN SINGOLO SCARTO  

Gli avversari bussano, ne hanno tre ciascuno e noi rispondiamo due volte; giocoforza dovremmo scartare la terza volta, ovviamente sarà impossibile effettuare uno scarto a chiamare (grande piccola in un solo scarto è improbabile..), ci si regola di solito con le proprie carte a disposizione, osando se necessario(quindi scarto Vero) oppure cercando di restare prudenti e difensivi non “seccandosi” altri giochi.

Dipende da noi ,dal nostro istinto ,e dalla fortuna di aver fatto la scelta più oculata….tenendo presente ciò che ho scritto sopra ( under the gun) ,e pertanto è importante la “posizione”.

I SACRIFICI  

Sono gli scarti più dolorosi ma al tempo stesso necessari; potremmo aver scartato di tutto e di più e arriva il momento di dover scegliere di scartare un asso del nostro 29 per poterci “chiudere”.Non commettiamo l’errore di scartare il 3 e di innamorarci del nostro asso!!! E’ il socio che semmai si scarta il 2 se ha capito che “chiamiamo” a quel seme e se ciò non avviene ,  mai e poi mai si getta il 3 , è necessario il “sacrificio” dell’asso !! E se non lo fate è giusto perdere!!

 METTERSI AL “PASSO”  

Non è un termine militaresco….intendo dire con questa definizione il cercare di marcare stretto l’avversario, capire quando è necessario asciugarsi questo o quel gioco, il tutto se il “comando” del gioco è in mano nostra o avversaria ,cerco di spiegarmi con degli esempi …

Mi sono liberato una o più carte buone ma il “gioco” è in mano al mio socio che non ha per me; qualora avessi un rientro a spade per esempio egli dovrà cercare di farmi entrare in maniera ,come dire “silente”non lisciandosi un asso secondo ne piegandosi un 3, ma di scartina : agevolare in ogni modo il rientro del compagno senza troppi clamori in modo che si possa fare le sue prese liberate in precedenza.

Lo trovate rischioso? Non proprio.

Può capitare di sapere con certezza che il socio ha una carta “buona “ da farsi ma le carte rimanenti non permettono molti margini di manovra …asso lisciante in mano a me e carta per gli avversari e 2 secondo con carta sovrana in mano al socio….

Giocata di livello superiore sarebbe seccarsi quel 2 e portarsi la carta buona alla fine ,ma prerogativa del SOCIO PERFETTO  sarebbe altresì uscire di scartina e non di asso secondo ,che può comodamente portare a casa sulla buona del compagno una volta che lui va in presa col 2 rimasto secco.

Non privarsi mai di una eventuale  carta di “passaggio”, ossia, non buttiamo la nostra singola carta  senza aver prima  visto uno scarto , potrebbe essere la carta che servirà al nostro socio . Sacrilegio ancor più grave sarebbe privarsi della scartina unica e sola in nostro possesso se abbiamo visto come scarto di rifiuto da parte avversaria proprio quel seme.Come avete potuto appurare ,non esistono certezze,si va per tentativi che a volte funzionano ed altre no, ma una cosa deve essere immutabile e certa : la fiducia nel nostro socio!

Il tressette è un gioco di coppia e necessariamente si deve giocare all’unisono col proprio compagno/a, la forza di 20 carte è maggiore di quella di 10 soltanto !!        

   

LE USCITE  

Finora abbiamo analizzato alcune situazioni di gioco in cui siamo noi a subire le carte avversarie, ora vediamo come l’”eretico” affronta le situazioni di gioco quando siamo noi ad “attaccare”. Mi richiamo a due detti popolari per esemplificare la mia mentalità “tresettistica :

Punto fatto –paura non avere

Esci dove hai-cerca l’incontro col tuo compagno e cerca di fare più prese possibili.

Cercare di uscire dove si ha , cercare la carta mancante ( un busso o un ribusso) per sviluppare il proprio gioco, è un segnale che sono “lungo “e che intendo sviluppare il mio gioco esordendo su quel seme ; prerogativa del mio compagno sarà prendere e tornare nel più breve tempo possibile ( a meno che non ha una napoletana o un 25 lungo da sviluppare);

Esordire di 25 terzo e vedere se il socio accetta mi permette comunque di fare il tanto agognato punto e vedere oltretutto, se il mio socio è piombo ,uno scarto che mi indirizzerebbe sul suo gioco forte. Per esempio sul mio 25 terzo lui mette il 4( solo quello potrebbe avere) inducendomi a proseguire ,ma la mano successiva farebbe scarto  vero e sincero rifiutando un determinato seme.

Il punto è fatto ,ed avrei la scelta sui 2 pali rimanenti : a questo punto si esce dove si ha! Si aiuta il compagno con le carte “importanti” che si posseggono a quei 2 semi : qualora si possedesse un 3 secco lo si deve tirare e poi necessariamente uscire sul 4° gioco sperando di aver liberato il gioco del Socio!

Smontare i giochi avversari con gli assi è un tipo di giocata che a me piace moltissimo ,a volte uso i miei 28 (lunghi o corti poco importa) per scardinare le difese avversarie e porre una supremazia a quel seme che indurrà gli avversari giocoforza a giocare altri pali scoprendosi cosi alle nostre contromosse e alle nostre certezze ( caduto quel 3 ,il mio 28 è sovrano).

Quindi ,amici ,nessuna paura degli assi…usiamoli per scardinare non per proteggerli ,assumiamo un gioco aggressivo sin dalla prima carta che posiamo all’inizio della mano . Avere 3 tre e un 28 sono carte da sogno sicuramente ,ma l’eretico che è in me esce di asso di quel 28 per poter avere il predominio di tutti e 4 i semi !! Esordire con un 25 lungo e vedere lo scarto del compagno ( e degli avversari) apre infinite possibilità ,specialmente se oltre a quel 25 si posseggono altre carte “importanti”; tranquillizzare il compagno che chiama palesemente ad un seme dove io ho un 3 lisciante per esempio implica il piegare quel 3 prima di terminare le buone del 25 lungo iniziale!

N. B. Il SOCIO PERFETTO sa che se ciò non dovesse avvenire ,è perché non sono in possesso della carta di quel seme che lui sta attendendo e pertanto è consigliabile ad un certo punto portare a casa eventuali assi di un 28….

Prendere iniziative è una caratteristica che mi contraddistingue e ,a volte  risulta efficace.

Il socio bussa ,ed io dopo aver preso col mio 28 terzo ,mi rendo conto che  abbiamo lo stesso numero di carte a quel seme e ovviamente non ha senso ,dopo aver lisciato l’asso , tornarci specialmente se si possiede un altro gioco da sviluppare ( non vedrei nessuno scarto del mio compagno e viceversa) ,è quindi preferibile tentare di aprire altri giochi dove si abbiano carte “importanti”.

Stessa cosa potrebbe accadere se possedessi solo il 2 secondo ,ma al tempo stesso ho un 3 secco e un 29 lungo su di un altro gioco : prenderei l’iniziativa e non tornerei al mio compagno ma cercherei di sviluppare il gioco del mio 29 perché comunque abbiamo rientri importanti sia il mio socio che io.

Da questi primi pensieri sulle uscite affiora ,come avete appurato, una ricerca da parte mia della cosiddetta “supremazia” su un seme,intendo dire che urge stabilire sin dalla prima carta che si tira dove siamo “forti” per due motivi :

tranquillizzare il compagno ( qui ho il 3-busso,quindi siamo forti e predominanti a questo seme) e al tempo stesso “intimorire” gli avversari che difficilmente torneranno a sfidarci nel territorio di nostro predominio ,ma saranno costretti ad uscire su altri giochi ,ove non è escluso che abbiamo le contromosse adatte…

Capita molto spesso,infatti,che non si posseggano giochi da sviluppare all’inizio ne tanto meno napoletane o 25 da farsi, anche in questi casi la mia linea di principio rimane  la stessa :

esci dove hai (possibilmente stabilendo la “supremazia” di cui sopra),o qualora non avessi un gioco “forte” ,almeno un gioco “lungo”.

Uscire su un asso lungo piuttosto che su un 2 terzo è una scelta più oculata ,perché in assoluto considero il 2 una carta importante che mi garantisce un rientro ,ma non la considero una carta per scardinare i giochi avversari; a parità di carte- un 3 terzo e un 2 terzo- farei una netta distinzione invece; in linea di principio ,dovrei uscire sul 3 perché è il mio gioco forte,ma l’eccezione sta nel possesso del re su quel benedetto 2 terzo!

Qualora avessi 2 ,re  e scartina oltre al 3 terzo, uscirei sicuramente sul ribusso in quanto ,nel malaugurato caso trovassi il 29 in mano agli avversari che prenderebbe di asso ,avrei ancora la retta di 2 e re oltre al 3 dell’altro seme.

 Se invece quel 2 terzo fosse di scartine – 2, fante e 5 per esempio- non avrei dubbi ed uscirei sul 3 stabilendo la mia“supremazia” e tenendomi quel 2 terzo ben stretto a difesa dell’altro seme.

Ma l’uscita mia preferita in assoluto me la insegnò il mio mentore Regista : uscire di mano con un liscio e busso!

Voi direte : e dove sta la novità? E’ un segnale importante,anzi importantissimo invece .Uscendo in quel modo si da un segnale al nostro socio ,ossia che si HA qualcosa su tutti e quattro i semi …..Starà quindi al nostro compagno quindi regolarsi di conseguenza sapendo con certezza che qualsiasi carta gli mancasse ( un 2 ,un 3 ,o un asso sugli altri semi) io ce l'ho.

Altresì letale è la giocata del 2 quinto di re ,avendo un 3 di rientro ( reddenologia);,oppure esordire di 3 dichiarando quinto liscio( se ne abbiamo 5 noi ,ne hanno pochine gli avversari ,ricordate?),che presuppone,come minimo il possesso di un altro 3 per rientrare….

N.B. Trovo vitale dichiarare sempre e comunque quando non si ha un seme ; il compagno DEVE sapere che ho un piombo di mano e viceversa ,la reputo una informazione fondamentale per avere un quadro completo della situazione ; il rischio che lo sappiano anche gli avversari è minoritario rispetto alla mancata informazione in possesso a me e al mio compagno.

Altra situazione grottesca è la dichiarazione atipica che alcuni giocatori fanno e che mi fa sorridere di dichiarare il busso o il ribusso lungo o lunghissimo!

Questa è ,a mio avviso , un ‘informazione che ritengo inutile e “pericolosa “ in quanto si danno indicazioni troppo precise sul numero  di carte che si posseggono a quel seme e quindi dell’esiguo numero di carte negli altri pali.

E’ palese che noi prendiamo e torniamo ,non serve specificare quante carte abbiamo. 

Altro dogma che vorrei esporre riguarda il detto popolare : presa reale,qualcuno ha giocato male!  E TI CREDO….

Dando per scontato che in una mischiata “normale” le carte sono distribuite equamente ci sono 12 onori per 10 prese; come si può prendere con una scartina o un re ? Inconcepibile ,secondo il mio modo di pensare,lasciar prendere gli avversari potendo superare quella scartina!! Certo esistono le eccezioni ( esce di re chiedendo la  migliore ,ovvio che si va liscio) , ma spesso si va liscio anche se gli avversari dicono liscio o volano un re e noi non prendiamo ultimi di mano col nostro 3 lisciante per poi scoprire che il 2 lungo era in mano del compagno !!

Spesso infatti gioco in modo oltremodo aggressivo proprio ispirandomi a questo principio ;tendo sempre a superare la carta tirata dall’avversario anche per far esaurire al più presto quel palo ,”forzandolo”.

 

Giuste o sbagliate tali maniere di gioco? Non lo so , è solo il mio modo di interpretare questo meraviglioso “sport”, il mio repertorio, un miscuglio di idee,di strategie, di follie e di deliri. E se qualcuno di Voi ne ha capito qualcosa mi faccia un segno ,perché vuol dire che è proprio lui il SOCIO PERFETTO che sto vanamente cercando da anni …. 

P.S. : ho sempre parlato di SOCIO PERFETTO (al maschile) ,ma devo ammettere che a tutt’oggi il prototipo di tale ideale si è rivelato una donna !! 

Grazie Nadia                                           

 

                                         STEFANO