Gli scarti


Un occhio di favore va sicuramente riservato agli scarti, fondamento essenziale di questo gioco, bisogna saper scartare e saper leggere alla perfezione lo scarto altrui:

del socio e degli avversari!

Ma ritengo sia necessario dare un'infarinatura anche ai neofiti che si troveranno a leggere queste regole e magari è bene che sappiano come nasce uno scarto fin dalla sua origine.

Scartare a tressette è davvero importante per dare delle notizie prevalentemente al proprio socio, ovvero fargli capire dove siamo forti e dove invece toccherà a lui reggere il gioco, quindi come inizio è bene ricordare sempre che il primo scarto fatto al socio su gioco piombo è quello dove NON vogliamo che esca e si chiama scarto di rifiuto, il nostro socio saprà che a quel gioco noi non siamo in grado di aiutarlo e quindi vi uscirà solo se avrà un gioco molto forte da sviluppare ma lo farà consapevole del fatto che non troverà il nostro aiuto.

Di contro ovviamente se saremo noi a subire lo scarto del socio sapremo che quello è il suo palo debole o  comunque che non vuole che noi giochiamo lì.

Naturalmente ci sono molteplici varianti a questa teoria e le scoprirete proseguendo nella lettura, ma tenete conto di questa regola fondamentale per esordire in questo gioco.

Ciò premesse proseguiamo nel dire che dopo aver assimilato la precedente teoria dello scarto di rifiuto, scopriremo approfondendo la nostra conoscenza che spesso  i trucchi e gli inganni vicendevoli in questa tattica sono davvero svariati e molteplici e li analizzeremo uno per uno qui di seguito ed in appositi capitoli.

Analizziamo in prima persona una cosa fondamentale, ovvero la posizione di chi esegue il primo scarto nel  caso di un 2 secondo:

se il primo di mano esce dichiarando lisci e il 2 lo ha il secondo di mano tende a non passarlo (a meno che non abbia delle buone da farsi e “prova” a fare sua la presa) mentre  il terzo e il quarto giocatore lo passerebbero; questo è un esempio banale che dimostra come la posizione sia fondamentale e possa far cambiare la giocata o meno di una carta.

Stessa cosa accade con gli scarti, in una coppia c’è chi deve dirigere il gioco a seconda delle mani ed è sempre chi scarta per ultimo o comunque dopo il suo socio.    

Può avvenire invece uno scarto falso se anche la mano dopo si resta come ultimi a tirare,esempio:

se l’avversario che si sta facendo delle buone è alla nostra sinistra abbiamo meno problemi perché dovremmo far capire al nostro socio, che sarà l’ultimo a rispondere, dove siamo deboli e dove siamo forti cosicché lui si regoli proprio in quanto ultimo di mano.

Se l’avversario con le buone è quello alla nostra destra allora urge capire intanto dove il nostro socio chiama e soprattutto non far capire all’avversario prima di noi dove siamo deboli, evitando cosi una facile passata.

La maggiore difficoltà è comunque l’interpretazione degli scarti:il nostro socio sta chiamando ad un palo o magari protegge solo un asso?Questo è il problema maggiore e la sicurezza non c’è mai ma ci sono alcune tecniche che restringono il campo:

1) uno scarto a scendere su presa avversaria da la CERTEZZA MATEMATICA che il nostro socio ha almeno un pezzo del 25, mai scartare cosi avendo solo l’asso per un motivo semplice:

il socio in caso di necessità può togliersi senza problemi l’altro pezzo del 25.

2) su delle buone a spade, per esempio, il nostro socio scarta bastoni e coppe e l’asso a denari è uscito possiamo avere un’ottima probabilità che quel seme sia coperto da lui o col 2 o col 3

3) se il nostro socio scarta per ultimo possiamo credere che sia uno scarto falso, quindi regoliamoci anche con le nostre carte

4) gli scarti degli avversari sulle proprie buone sono SEMPRE VERI  e ci danno delle indicazioni.

NON SCARTARE MAI ALLO STESSO PALO DOVE IL TUO SOCIO HA EFFETTUATO IL SUO PRIMO SCARTO

a meno che tu non abbia un pezzo a quel palo o darai agli avversari una chiara e certa indicazione su dove colpire il tuo tallone di Achille di quella passata....  quel seme!

Questi sono i comportamenti elementari di scarto sulle prese avversarie,ora vediamo sulle proprie buone:

esempio: noi abbiamo delle buone e le stiamo giocando, quindi a comandare è il nostro socio che deve chiamarci dove ha.

Facciamo un minimo di due buone diciamo a coppe, il nostro socio ci da sette di spade e fante di denari e noi abbiamo un busso a denari e un altro a bastoni, gli scarti del socio direbbero bastoni ma non è cosi come appare perché dobbiamo sempre dare una spiegazione alle mosse del socio.

Perché ha tirato la figura dopo un liscio (anche su un seme diverso)?

La risposta è semplice,perché ha un pezzo a denari MATEMATICAMENTE(e non è l’asso o almeno non solo) mentre a bastoni c’è anche una possibilità che sia piombo, in questo caso si bussa con tutta sicurezza a denari sapendo di potersi legare col socio.

Non è una giocata che accade spesso ma ogni scarto ha un suo significato e soprattutto quando  fatto su presa propria è sacro e vero, per questo dichiarare sempre al socio quante buone si hanno cosicché possa mostrarsi con più chiarezza .

Stesso ragionamento può essere fatto anche con scarti di soli lisci esempio:

tre buone a coppe e tuo socio scarta: sette bastoni,sei bastoni, cinque denari....la chiamata non è cosi ovvia a spade e se si hanno pezzi a denari si devono mostrare prima di andare a spade;

questo tipo di scarto significa doppio seme non spade altrimenti avrebbe scartato sette di bastoni,cinque di denari e sei  bastoni...  elementare no?

Un altro scarto oserei dire fondamentale è lo scarto grande/piccola su prese del socio, ma per questo vi rimandiamo al capitolo inerente ed appositamente dedicato.

Facciamo un esempio : un avversario bussa  di prima mano a denara, il socio prende e torna, tutti hanno risposto, ed ora l'avversario che bussava si batte la prima di due carte buone. Il tuo socio si trova sottomano (dunque è lui IL PRIMO a dover scartare) e scarta un 5 di coppe, dove tu hai solo due figure. L'avversario dopo di lui scarta una figura di spade, dove tu hai un due secondo. Oltre a questo,  tu hai un 29 quarto a bastoni. Cosa devi fare? Se scarti anche tu denari (come molti credono sia giusto fare) difficilmente la tua coppia avrà esito positivo da questa mano, perché sarà facile lettura degli avversari capire che a denara sicuramente voi siete deboli e quindi uscire a denara.
Che fare quindi?

Stabilito che il tuo socio è debole a denari, e che "forse" ha spade (visto lo scarto avversario) tu vai contro "apparente logica" smontandoti una FIGURA del tuo 29 quarto, e sulla seconda battuta, qualsiasi essa sia lo scarto del tuo socio (che ora si manterrà forte a bastoni) tu scarti nuovamente bastoni (il sei per esempio), completando la legge GRANDE-PICCOLA, e seccandoti un 29 che comunque sarà sovrano a quel gioco, vista la tua posizione di ultimo di mano (se il sottomano esce a bastoni, tu fai comunque due prese). A questo punto hai creato un dubbio nel primo di mano, ovvero se esce a denari, dove il socio lo sta chiamando, mette te, che sei ultimo di mano e che anche stai apparentemente"chiamando" a denari, nella posizione migliore per bloccare il gioco; quindi  per non rischiare di mettere il proprio compagno sotto schiaffo a quel palo, uscirà a bastoni, il palo dove tu come, ultimo di mano, hai scartato.

Tu ti farai le tue due prese buone a bastoni, dopo di che  ti liscerai il due di spade per andare al tuo socio.

Ecco cosa vuol dire saper applicare la tecnica dello dello scarto chiamato Grande/Piccola su prese avversarie.

Questa regola non vale laddove è il tuo socio a farsi delle prese buone e quindi tu devi scartare su queste rifiutando la chiamata ad un palo , in questo caso applicherai la legge Grande/Piccola ( esempio focale:

rifiuti bastoni, scarti prima l'asso e poi il 4 di bastoni, ma attenzione:

SU PRESE BUONE DEL TUO SOCIO!!

Per la regola opposta ... Piccola/Grande ... vi rimando al capitolo successivo.

Un errore piuttosto comune che ho riscontrato sui tavoli di gioco è lo scarto di asso su presa buona del socio.. analizziamolo:

mi sto' battendo una napoletana quarta e il mio socio risponde solo 2 volte e alla terza mi da un asso di coppe, io non uscirò mai a coppe dove magari avevo un bel ribusso terzo e spesso mi capita di scoprire poi che il mio socio aveva il 29 a coppe ma non ha creduto nelle carte, se lo avesse fatto noi ci saremmo assicurati sicure almeno altre 3 prese e nel frattempo i nostri avversari avrebbero dovuto stringersi nelle ultime due prese.   Dimenticate quella vecchia teoria che dice " asso non fa scarto " lo fa eccome, specie in questa situazione, diverso sarà se stiamo giocandoci una mano 29 a 26 per noi dove un asso ci darà la vittoria matematica della partita, ma solo in quel caso daremo l'asso di un 29.