Il salto di qualità!

 

Per essere bravi nel tressette, come in qualsiasi altra disciplina, non basta giocare tanto o avere un talento innato; occorre avere tanta umiltà, passione, voglia di imparare e di ascoltare, voglia di rimettersi in discussione e, soprattutto, avere dei bravi maestri. 

Non necessariamente un bravo maestro deve essere anche un bravo giocatore (basti pensare agli allenatori di calcio) e non sempre, ahimé, un bravo giocatore riesce ad essere anche un bravo maestro; la didattica è una disciplina assai delicata che trova la sua massima espressione quando alunno e maestro entrano in perfetta sintonia tra loro. Quanti di voi, ad esempio, dicono di odiare la matematica perché hanno avuto un’insegnante antipatica? 

A volte bastano pochi concetti chiari e bene espressi per poter poi migliorare sensibilmente, e questo è uno degli scopi di questo sito; da qui a diventare poi un grande giocatore ancora ce ne vuole, ma le basi devono essere solidamente cementate.

Certo indiscutibilmente l’esperienza conta molto, anche perché le simulazioni non sempre rappresentano situazioni di gioco che si vengono poi inevitabilmente a creare; inoltre il fattore “tempo di reazione” nel gioco reale è determinante, per cui la decisione su come giocare o impostare la propria tattica di gioco deve diventare quasi automatica e gli automatismi si creano solo dopo centinaia se non migliaia di partite, di errori, di ragionamenti sugli errori e conseguenti verifiche sul campo, ops, sul tavolo.

Impostare una propria filosofia di gioco avendo però ben chiare tutte le tecniche e le teorie di questa arte che è il tressette, avere un'ottima memoria, specie visiva, essere concentrati al punto giusto e cercare di non scordare nemmeno una carta.

Spendiamo due parole sulla memoria visiva che a mio avviso è la cosa più importante per giocare al meglio delle proprie possibilità e nel tressette è di facile applicazione se ci si mette un po' di impegno e di voglia di riuscire.

Le carte ad ogni seme sono 10 pertanto quando si ha una mano piena ( ovvero tutti e 4 i giocatori rispondono ) si sa che in giro ce ne sono ancora 6 se le mani piene sono 2 le carte rimanenti sono solo 2 e a questo proposito è molto facile applicare la regola dello sguardo sul tavolo .... se ci si dimentica una carta per distrazione basta vedere se la seconda mano è piena significa che ne sono uscite già 4 alla prima, se la prima mano è piena e la seconda è a tre (a triangolo diceva papà Giovanni) le ultime carte saranno 3. Se nella battuta di una napoli quarta di scartina, dopo la prima mano piena ci si scorda cosa è accaduto basta tirare il secondo pezzo, se la mano sarà a "triangolo" avremo la certezza di avere anche la scartina buona perchè le due carte rimaste in mano a noi ci daranno la certezza che cadrà la carta alta sul nostro terzo onore facendo diventare buona la nostra scartina.

Diverso sarà se troviamo un piombo già dalla prima mano e li dipende dalle nostre altre carte se battere o meno. 

Capire nel corso della propria esperienza di giocatore quali sono le nostre caratteristiche dominanti, se siamo attaccanti o difensori, generosi o avari, scolastici o fantasiosi, rabdomanti o cauti...

imparare a capire se siamo in grado si sapere dopo due o al massimo tre giri di gioco quali carte hanno soci ed avversari e sapere fin dalla prima carta quanti punti realizzeremo in quella passata.

Giocare con totale altruismo nei confronti del socio e al tempo stesso capire quando è necessario giocare in modo essenzialmente egoistico in base alle proprie carte e a come si è messa la partita ....

Piccoli trucchi, grandi qualità ... sviluppate nel corso degli anni e delle partite giocate:

questi sono i segnali per capire se siete pronti a fare il salto di qualità e trasformavi da semplici giocatori di tressette a veri fuoriclasse di questo nostro meraviglioso gioco!