Partiamo dalle basi del tressette

 

Per poter giocare bene a tressette occorrono essenzialmente due doti personali che sono la memoria e la capacità di memorizzare visivamente le carte e cercare di ragionare sul calcolo delle probabilità, ma questo è un passaggio che vi racconterò più avanti. 

La mia esperienza personale legata a questo gioco , insegnatomi da mio padre , è iniziata in un modo molto particolare che vorrei narrarvi;

Papà cercò prima di ogni cosa di verificare se ero provvista di queste due doti fondamentali e lo fece in modo molto simpatico ( visto che stava trattando con una ragazzina di 7 anni ), ovvero iniziando a farmi vedere e conoscere le 10 carte di ogni seme “raccontandomene” soprattutto i colori, ovvero, le carte azzurre erano le spade, le marroni erano le bastoni, le rosse le coppe e le gialle le denara, in questo modo iniziai a memorizzare i colori delle carte lavorando quindi sulla memoria visiva.

Dopo un po’ di esercizio giocoso in questo senso iniziò a mettere a terra delle carte miste e mi chiedeva quale fosse il colore dominante in quell’insieme fino al giorno in cui con un solo colpo d’occhio riuscivo a sapere quante carte vi erano a terra per ogni colore … allora iniziò a illustrarmene i valori in modo tale che io potessi ricordare oltre alla quantità delle carte di un seme anche il loro valore e di conseguenza a sapere se a quel seme era sceso il re o il cavallo o il sette.

Una volta apprese queste piccole nozioni iniziò ad insegnarmi le vere e proprie regole che sono quelle che troverete qui di seguito. 

Una sola piccola postilla legata ad un argomento di cui leggerete qualcosa anche in seguito... forse mio padre desiderava un figlio maschio al quale trasmettere queste sue "doti", ma la vita fu crudele con lui ed il figlio maschio glielo tolse a pochi mesi di vita , per questo io ho creduto e continuo a credere che papa Giovanni abbia riversato su di me questo suo bisogno di lasciare "qualcosa" di sè e per questo motivo amo questo gioco e ci sono legata in modo particolare e credo abbia iniziato ad insegnarmelo nel modo sopra descritto perchè sono una donna, e come ancora in molti pensano , l'essere donna preclude la possibilità di poter essere un buon giocatore di tressette!

Ma amiche tresettiste non date retta a questo luogo comune, il tressette è un gioco asessuato e chiunque abbia voglia di impararlo lo può fare nel migliore dei modi, non fatevi fuorviare da eventuali pareri contrastanti perchè io sono la prova vivente che il tressette è donna e forse lo era anche Chitarella ;))

Ringrazio quindi papà per questo bagaglio lasciatomi e del quale vado molto fiera... 

  Grazie Papà Giovanni!

Lo scopo di questo gioco è fare più punti possibili , e l’unico modo per farlo è ottenendo il maggior numero di prese.

Per cui inizieremo ad assimilare questi minimi concetti di base.

La seconda nozione che dovremo assimilare  ,è che questo gioco nonostante sia notoriamente definito “il gioco dei muti” necessita invece di dichiarazioni per ottimizzare il gioco di coppia.

Andiamo ad elencarne alcune tra le più comuni:

Le regole di base
Il tresette (o tressette) classico si gioca in 4, a coppie affrontate, con il tradizionale mazzo italiano da 40 carte.

All'inizio ognuno riceve 10 carte. Comincia chi sta alla destra del mazziere (o cartaro), il quale ruota ad ogni passata, sempre in senso anti-orario. Chi inizia (PRIMO DI MANO)pone sul tavolo una carta: ora il giocatore alla sua destra ha l'obbligo di rispondere con lo stesso seme, se lo ha. Segue il compagno del primo di mano e chiude il mazziere stesso. Si aggiudica la presa chi ha giocato la carta di quel seme con maggior valore, in quest'ordine di sovranità:

il Tre    
il Due   
l'Asso   
(conosciuti nel gergo del gioco come Onori o Pezzi)

il Re      
il Cavallo
il Fante  
(anche chiamate Figure)

le altre carte dal 7 al 4 
(chiamate scartine).

Il giocatore che ha fatto la presa ha la facoltà; di decidere il seme (Palo) a cui giocare la mano successiva, e così via fino alla decima presa.

Lo scopo è di prendere il maggior numero di carte, possibilmente di punteggio più alto, ed è anche molto importante aggiudicarsi l'ultima mano.

L'asso vale 1 punto, tutte le altre (3, 2, Re, Cavallo e Fante) un terzo di punto. La coppia che si aggiudica l'ultima mano di ogni passata guadagna 1 punto extra. Il totale dei punti è 11, quindi rimangono necessariamente inutilizzabili due terzi di punto.

Vince la coppia che per prima raggiunge il punteggio prefissato; nel tressette si può giocare a 21, 31 o 41 punti.
 

Una volta imparate queste piccole regole di base potete iniziare a giocare perché il miglior modo per imparare è fare pratica ed è con quest’ultima che poi scoprirete le altre regole più complesse e i vari trucchi del gioco che poi potrete verificare in quanto segue…. E per qualsiasi dubbio o contrarietà potrete scrivere sul nostro forum dove buoni giocatori potranno aiutarvi a chiarirlo o discuterne amabilmente. 

Non arrendetevi alla prima sconfitta, non pensate che sia difficile, se sentite che può piacervi continuate in questa lettura e continuate a giocare perché nessun gioco vi darà le soddisfazioni che un tressette può darvi ma soprattutto perché quando sarete diventati giocatori esperti potrete aiutarci a studiare sempre meglio questo gioco splendido che da secoli tiene uniti innumerevoli giocatori nello scontro, nella sfida e nello scambio di opinioni.

Ovviamente qui mi riferisco alle regole relative al modo di parlare e non alle regole su come si contano i punti o su chi vince una presa, regole, queste ultime, chiare e consolidate a livello direi ormai internazionale.

Personalmente ritengo che la correttezza nelle dichiarazioni sia alla base di ogni buon giocatore e, nel caso un avversario facesse una dichiarazione a voi non chiara, è vostro diritto e suo dovere renderla esplicita.

Quelle che troverete di seguito sono in linea di massima le dichiarazioni usate in Italia, ma ribadisco ancora che poi in ogni paese vi sono usanze diverse in merito, quello che invece troverete poi nelle altre pagine ( specialmente nella tabella ) sono quelle che io ritengo le dichiarazioni corrette e che non confondono i giocatori e sono quelle che generalmente applico ai miei tornei live.


Buongioco  (o accuso)
Questa particolarità del tressette riguarda la dichiarazione degli Onori o pezzi, che va fatta al proprio turno durante la prima mano del gioco.
Il modo più comune di giocare a tressette è a 41 con "l'accuso". Le combinazioni di Onori per l'accuso sono:
3 Onori = 3 punti;( ovvero 3 Assi, 3 tre, 3 due )
3, 2 e 1 dello stesso seme (napoletana) = 3 punti;

4 Onori = 4 punti.
Si possono accusare anche combinazioni doppie o triple: ad esempio una napoletana a coppe accompagnata dal 2 di Spade e dal 2 di Bastoni vale 6 punti, una napoletana accompagnata da altri due tre o altri due assi vale sempre 6 punti, una napoletana con altri 2 assi e altri 2 due vale 9 punti ecc ecc.Esempio:

 

questo è un buongioco da 6 punti formato dalla napoletana a coppe e tre 3.

questo è un buongioco da 9 punti formato da napoletana a coppe più 3 Tre e 3 Due.

 Se una coppia subisce un cappotto (non fa punti) non guadagna neanche eventuali punti di buongioco.

Dichiarazioni Classiche   

(vorrei fare una specifica in merito a questo paragrafo sulle dichiarazioni classiche, per evitare equivoci equivalenti ad uno occorso recentemente... quelle che leggerete sono le dichiarazioni generalmente più usate nelle varie regioni d'Italia, quelle che io utilizzo con i miei abituali amici di gioco sono quelle che troverete nella tabella dichiarazioni di gioco, nello specifico della questione non mi sentirete mai dichiarare busso per chiedere la meglio, ma solo ed unicamente se in mano ho il 3 di quel palo senza nessun altro onore e questo per i motivi che troverete spiegati nel seguito del sito)


Dalla seconda mano in poi, solo chi è di mano (cioè chi lancia la prima carta) può fare una "dichiarazione", con una delle espressioni seguenti:
"busso": vuole la "meglio", cioè invita il suo compagno a giocare la carta con migliore capacità  di presa che possiede, e in caso di presa, tornare a quel seme;
"volo": indica che la carta che sta giocando è l'ultima che ha in mano di quel seme;
"striscio (o liscio)": indica che possiede altre carte di quel seme, ma senza nessun onore.

Modi di chiamare un insieme di onori ( asso, due, tre )

il 25 = è formato dal 2 e dal 3 dello stesso seme       

il 28 = è formato dall'asso e dal 2 dello stesso seme  

il 29 = è formato dall'asso e dal 3 dello stesso seme  


Chiamata fuori


Qualunque giocatore che ritenga di aver raggiunto e superato il punteggio prefissato, può chiedere di 'chiamarsi fuori' quando è primo di mano e qualora si giochi con questa opzione.

Per chi non è pratico del gioco

Se vi avvicinate per la prima volta a questo gioco e quindi queste due pagine costituiscono  le prime nozioni del tressette, vi consiglio di provare prima a giocare qualche partita e a prendere la mano sul gioco prima di proseguire nella lettura altrimenti rischierete di non riuscire a comprendere in modo corretto e lineare quanto segue.

In poche parole rischiereste di confondervi le idee o di convincervi che il tressette è un gioco troppo complicato e magari gettereste la spugna:

sarebbe un vero peccato! Il mondo affascinante e misterioso di questo gioco è un mondo che vale la pena di conoscere e quindi non sprecate questa occasione.

Provando invece già dopo aver assimilato queste nuove notizie a giocare vedrete che non vi sarà difficile e man mano che troverete cose nuove potrete approfondire leggendo gli altri capitoli con una giusta e coerente cognizione di causa.

Benvenuti quindi nel meraviglioso mondo del tressette e spero ci rimarrete a lungo.

Buon divertimento a tutti!
Man mano che incontrerete dichiarazioni nuove, o situazioni di gioco inaspettate, potrete consultare la tabella delle dichiarazioni, o il capitolo sulle uscite.