Reddenologia

PREFAZIONE

La REDDENOLOGIA è il titolo di questo libro online sul tressette in cui io ( REDDEN ) trascrivo tutte le mie teorie e tecniche. Sarà per me un piacere leggere nel topic che porterà il nome di questo mio scritto tutte le Vostre eventuali opinioni e riguardo, e naturalmente sarà mia premura discutere con Voi di qualsiasi teoria comune o meglio ancora contraria alle mie.Ritengo da sempre  che il giocatore forte di tressette non è quello che vince più partite ma quello che  in ogni giocata fa la cosa migliore; cosa intendo per “fare la cosa migliore”? Semplice, ad ogni giocata calcolare il rapporto vantaggi-rischi e scegliere sempre l’opzione dove teoricamente il risultato sia “statisticamente” più vantaggioso. Poi le carte possono essere messe in modi infiniti e magari giocando un’altra carta si potrebbero fare più punti ma non significa essere più bravi. Faccio un esempio veloce,poi nei capitoli successivi analizzerò diverse varianti e giocate elencando tutte le opzioni possibili e dimostrando quale giocata è migliore dell’altra. Esempio:

- esiste la possibilità di fare più punti volandosi un 2 di prima mano , ma è oggettivamente e statisticamente la giocata sbagliata!

UNA NUOVA TEORIA

Voglio partire da un esempio reale di gioco per sviluppare un ragionamento e provare che il tressette è un gioco di logica.

Sono di mano e decido di uscire muto su un ribusso quarto, precisamente le mie carte sono:                         

2-7-6-4. Per facilitare la comprensione io sarò “A”,l’avversario alla mia destra “B”,il mio socio “C” e l’avversario alla mia sinistra “D”.

A:  7…..B:Asso…..C:Re…….D:5

Vedendo questa mano io,cioè dal punto di vista di “A”,so con esattezza come sono disposte le tre carte rimanenti ovvero il 3, l’8 e il 9.

Non è magia,non è immaginazione ma è puramente logica, sviluppiamo il ragionamento partendo dalle certezze:

-La certezza numero 1 è che il nostro socio,”C”, non ha più carte a quel palo in quanto ha perso il Re sull’asso degli avversari; considerando che tecnicamente deve mettere la minore quando prendono gli altri è evidente che non possa avere né l’8 né il 9…

-una volta dato per assodato questo ragioniamo sulle carte degli avversari; “B” passa l’asso quindi potrebbe avere il 29 sia secco,sia terzo o sia quarto……oppure l’asso secco o l’asso secondo.

Come facciamo a capire quale carte restanti abbia in mano? Lo possiamo capire grazie al 5 che tira “D”, è la nostra discriminante che ci farà comprendere con esattezza la disposizione delle carte.

“D” tira il 5, un liscio su una presa dell’avversario quindi possiamo escludere che abbia sia l’8 che il 9, pertanto rimangono solo 2 possibilità:  “D”o ha solo il 5 o ha il 3 e il 5 e giustamente non prende sul socio.

Di queste due possibilità una possiamo escluderla sempre per logica perché se “D” avesse il 3 e il 5 significherebbe che “B” avrebbe l’asso terzo con 8 e 9 e quindi non sarebbe logica la giocata di asso, avrebbe senz’altro giocato o l’8 o il 9… ovviamente su uscita muta un asso terzo non si passa a caso.

Quindi l’unica possibilità plausibile e logica è che “B” abbia giocato l’asso avendo un 29 quarto(di 8 e di 9)e che “D” avesse solo il 5.

Tutto questo ragionamento si sviluppa analizzando le carta una ad una, differenziando lisci da figure; infatti basta invertire un liscio con una figura e già non si potrebbe essere sicuri:

es. “A” ha un ribusso con 2-8-6-4 e gioca il 6…….”B” passa l’asso………”C”  il re…..e “D” il 5

stessa carte in terra di prima ma “A” può arrivare alla stessa conclusione?

 NO perché oltre alla possibilità di 29 quarto a “B” ci sono  altre due possibilità

-che  “B” abbia l’asso secondo col 9 e “D” un 3 terzo con 5 e 7

-che “B” abbia un 29 terzo col 9 e “D” il 5 e il 7

L’unica certezza è che “B” non ha l’asso secco perché in questo caso “D” avendo il 3 quarto con 5-7 e 8 avrebbe sicuramente dato l’8, una figura, piuttosto che il liscio semplice.

L’importanza di questo capitolo non è imparare a memoria questa mano, che magari capiterà 5 volte nella vita, ma assimilare la logica e il ragionamento.

Bisogna dare un senso anche alle carte che giocano gli avversari perché possono rivelare molto più di quello che potrebbe sembrare  in apparenza…

Ogni carta ha un suo significato, è sempre questo il punto da cui partire per estendere ogni analisi al 100%

 

 

 

IL TRESSETTE…SECONDO ME 

PRIMO DI MANO,COME INIZIARE A GIOCARE 


Si inizia giocando sul seme dove si hanno più carte per 3 motivi:

1) se riesci a legarti con l’avversario liberi più buone.

2) se non leghi con il socio comunque hai meno possibilità di subire delle carte”buone”.

3) il tuo socio inizia a farsi una vaga idea di quante carte hai per seme.


Su questi due punti, a mio avviso, si fonda il tressette; all’inizio le carte degli altri tre giocatori(due avversari più il tuo socio) sono a te sconosciute e possono essere distribuite in mille modi diversi, quindi bisogna trovare il giusto compromesso tra la possibilità di danno e di beneficio di una giocata. Faccio un esempio:


- è sbagliato volarsi un 2 o lisciarselo di prima mano perché il rischio di una giocata negativa è molto alto quindi tende molto meno al “positivo”.Giocando invece su un palo lungo si prova ad aprire un gioco che potrebbe risultare fruttuoso ma in ogni caso è la giocata che riserva, qualora il socio non fosse d’aiuto a quel seme,meno rischi e danni in termini di punti.Il vero giocatore è colui che cavalca sempre la giocata dove le possibilità di successo siano il più elevate possibili, il resto è sorte e per questo a volte si può vincere con una mal-giocata…ma è il bello del gioco e per fortuna non è frequentissimo.Il terzo punto si spiega in questi termini:
- è fondamentale dichiarare se si hanno dei piombi perché il socio deve, quando conta, almeno farti una carta a tutti i semi se non dichiari di non averne.Se per esempio il tuo socio dichiara un quarto liscio gli rimangono 6 carte quindi sai MATEMATICAMENTE che non può avere 2 semi terzi altrimenti ti avrebbe dichiarato un piombo; avrà quindi:

1) tre semi secondi
2) uno terzo, uno secondo e uno secco
3) un gioco quarto e gli altri due secchi
E’ chiaro che se gli capiterà di dichiarare un’altra volta su un altro seme potrai ristringere le possibilità e farti un’idea più chiara. 
Altro esempio:- il socio dichiara terzo liscio qui le possibilità si restringono a due:

1) non ha giochi quarti o superiori quindi tre giochi terzi e uno secco
2) ha due giochi terzi e due secondi
3) il suo unico gioco forte è un 3 quarto e non vuole giocarci da subito rischiando,oltre che di perdere l’asso, di non rientrare più nella mano (ma questo punto lo spiegherò meglio nel capitolo “eccezioni del tressette”).

Esistono un paio di eccezioni, a mio avviso:- se si hanno due assi terzi non di re e due giochi secondi, si striscia uno di quest’ultimi…- se si avessero tre assi terzi anche se non di re comunque si dovrebbe giocare su uno di questi, perché volare di prima mano qualsiasi carta è sbagliato.

IL GIOCO MUTO 

Con l’evolversi del gioco si sono evolute diverse tecniche che spesso abbattono i luoghi comuni.

Di solito a tressette si accusano i carichi e si è muti sui lisci ma basta fare tutto ciò al contrario che si creano più difficoltà agli avversari, OVVERO uscire muti sui carichi e dichiarare i lisci.

Mi spiego meglio, in tutte le dichiarazioni che si fanno si chiede il pezzo migliore al socio ma se è scontato che il nostro compagno deve mettere il carico, se lo ha, allora perché chiederglielo??

L’esempio lampante sta nel 25…se chiedo il 25 comunque il mio socio deve passare il pezzo, se lo ha e riuscirci, ma il secondo di mano che farà se avrà un 2 secondo e io sono uscito muto?

Avrò chiesto 25 o magari voglio il 2?  Di difficoltà se ne creano ma bisogna dividere tutte le eventuali chiamate mute:

1) chiedo il 25, se ho l’asso quarto o superiore

2) chiedo il 2,   se ho il 29

3) ribusso

4)chiedo la Napoli fuori, se ho 5 lisci o più. 

Tutte queste sono le richieste che posso fare uscendo muto in una giocata in cui il socio deve mettere SICURAMENTE il carico migliore, se lo ha, quindi questo modo di giocare non lo “penalizza”; diventa invece uno svantaggio per gli avversari che non sanno se passare un asso secondo,un 2 secondo, semplificando: il nostro socio deve mettere sempre la meglio che ha! 

Ci sono uscite mute nelle quali però tutti e 3 gli altri giocatori capiscono cosa hai:

1) esco muto di 2, chiaramente voglio il 3 e ho una carta di ripresa (a questo però sfugge la giocata del 2 quinto)

2)esco muto di asso, ho un 28 senza carte da ripresa. 

L’unico carico che va dichiarato è il busso perché è l’unico che non richiede uno dei due pezzi al socio ma solo il 2. 

Dove si dichiara sempre all’inizio è sui lisci (a meno che non se ne abbiamo 5 e si voglia uscire muti per chiedere la Napoli )  perché il socio deve saper giocare i carichi a quel palo dovendosi difendere da solo. 

Alle dichiarazioni mute però c’è un’eccezione:

se il nostro socio chiama ad un palo è nostro vantaggio essere chiari e oltre che dichiarare il carico aggiungere anche il numero delle carte che si hanno a quel palo; così come spesso quando si hanno 2 o 3 carte e quindi siamo a fine mano conviene uscire muti anche volando o avendo a quel palo solo lisci se il nostro socio può trarre vantaggio dal dover tirare dopo il secondo di mano. 

IL BUSSO E IL RIBUSSO,QUALE SCEGLIERE? 

Primo di mano:dove è preferibile uscire su un 2 terzo o un 3 terzo?

Domanda antica con difficile risposta, i giocatori si dividono su chi bussa e chi ribussa;vediamo a  livello di probabilità quale giocata conviene fare vagliando tutte le possibilità:

1) se bussi e il tuo socio ha il 28 è perfetto,stessa cosa se ribussi e tuo socio ha 29,in questi casi i problemi non ci sono.

2) se bussi o ribussi e il tuo socio ha l’altro pezzo del 25 tutto perfetto,la giocata viene da sola e non ci sono differenze.

3) se il tuo socio ha solo l’asso,beh qui comincia ad esserci una differenza sostanziale:

se ribussi il tuo socio comunque ti rimane utile perché passa l’asso,se bussi comunque il tuo socio      non passerà l’asso e potresti perdere la mano non avendo aperto definitivamente il gioco a quel seme.

4) il tuo socio non ha pezzi che automaticamente sono nelle mani degli avversari:

in questo caso con molta probabilità si perde l’asso già alla prima passata ma il danno è maggiore  se hai bussato e lo hai perso avendo il 3. 

Se ne deduce che a parità di carte in quel seme (2 terzo e 3 terzo,2 quarto e 3 quarto) è meglio ribussare perché per la mia teoria (proporzione rischio negativo e positivo),se leghi col tuo socio ottieni gli stessi risultati, cioè “mangi” l’asso..mentre in caso il tuo socio non possa aiutarti l’asso lo perdi ma, come ho spiegato,hai un danno maggiore se hai il 3…..aggiungiamoci che come dice il punto terzo, ribussando dai una carta “utile” in più al tuo socio per poterti aiutare ad aprire il gioco

L’ASSO, IL 28 ED IL 29 … COME GIOCARLI 

L’asso è la carta che vale di più a tressette ma è forse la più difficile da giocare,proprio per il suo valore in termini di punteggio.

Un asso ha 2 valenze:

molto offensiva perché apre i giochi come nessuna altra carta ma è la carta che più necessita di essere difesa.

Quando l’asso non è accompagnato da pezzi del 25 e non è minimo quarto, è una carta quasi “inutile” per il nostro gioco ma potrebbe essere utilissima magari per il gioco del proprio socio.

Esempi:

1) se il nostro socio chiama al palo in cui noi abbiamo un asso secco o secondo è ovvio che lo giocheremo favorendo lo sviluppo del gioco del nostro socio.

2) se,invece,il nostro asso è terzo allora ci sono tantissime variabili da analizzare…ovviamente non è un gioco che si dovrebbe mai aprire ma anzi bisogna prestare molta attenzione, se il socio chiama sul quel palo lo si può stringere altrimenti va difeso fino alla fine; se invece tocca a noi tirare e sappiamo che il nostro socio chiama lì di solito va giocato di liscio dichiarando P ( punto).

Non si esclude però la giocata di asso,anche se terzo, soprattutto se si ha il re o se è una mano decisiva o il nostro socio chiama in maniera ASSOLUTAMENTE chiara. 

L’ASSO ACCOMPAGNATO DAL 2 O DAL 3 

Quando l’asso è accompagnato da un pezzo del 25 trasforma il palo in un gioco forte ma non sempre è facile giocarlo.Semplice quando è accompagnato dal 3 perché non è soggetto ma ben protetto,molto più complicato quando è accompagnato dal 2.

Esempi:

1) 28 terzo va di solito giocato di asso per liberarsi la presa ed iniziare a comandare un palo..d’altronde rimangono 7 carte in giro ed è facile trovare un 3 terzo o almeno secondo; sarebbe troppo rischioso cercare di far cadere il 3 giocando il 2 (sappiamo che è improbabile che cada visto le molte carte ancora in giro) ed è impensabile semmai riuscirci di scartina perché il rischio supera l’eventuale vantaggio..è da ricordare che se poi trovassimo un 3 terzo i nostri avversari potrebbero regalarsi un asso sfruttando il piombo.

Il 28 quarto classico, quello che mette in crisi tutti, è quello non figurato diciamo con 4 e 5:

1) non abbiamo carte da ripresa,giochiamo l’asso per smontare il 3, al limite potrebbe ritornare utile anche il socio se avesse 2 lisci..sicuramente 1 se lo terrà per noi nel prosieguo della partita.

2) primi di mano, abbiamo questo 28 quarto che è il nostro gioco più lungo ma anche carte da ripresa.

Allora dobbiamo analizzare le probabilità:ci sono 6 carte in giro e giocando il 2 ne cadranno tre se non ci sono piombi, ma già vediamo quale carta tirerà il nostro socio e avremmo la prima informazione..se tira un sei significa che non ne ha più (noi abbiamo il 4 e 5 e lui deve mettere la più alta..)se dovesse mettere una figura possiamo ritentare (e faremmo capire al socio che comunque abbiamo almeno una carta da ripresa) se cade …ottimo…se non cade comunque era terzo e ci avrebbe retti sia che fossimo usciti di liscio che di asso ;unica controindicazione è se il socio avesse un re secondo,allora in quel caso sarebbe convenuto uscire di liscio perché cadrebbe automaticamente visto che il socio mette il re e riesce, noi abbiamo ancora da mettere il 2 e se ancora non cade il liscio; è pur vero che con un 28 quarto noi,un re secondo il socio..beh trovare un 3 terzo figurato non è cosa comune…ed è l’unico caso in cui ci andrebbe male.

Nel caso in cui il nostro socio avesse un 3 secondo e gli avversari ci reggessero con un re terzo,beh dovremmo concedergli una presa ma avendo da riprendere è un sacrificio che va fatto.

Molti poi uscendo di scartina trovano il 3 o il re al socio ma il discorso è sempre lo stesso: proporzione di vantaggi e svantaggi nella giocata..comunque facciamoci una presa uscendo di 2  (avendo sempre la ripresa) vediamo che tira il socio,e poi capiamo se riuscirci anche perché se uscendo di liscio perdessimo la mano sarebbe sanguinoso non aver aperto un gioco così lungo e soprattutto non riuscire ad esserci fatti una presa con un 28 quarto…

L’ASSO TERZO DI RE: 

L’asso terzo di re è principalmente un palo di difesa che va giocato con molta cautela.

E’ consigliabile,se si è primi di mano,non giocarci e aprire altri pali terzi o più lunghi, ma capitano alcune occasioni in cui magari ne abbiamo 2 di assi terzi e siamo costretti ad uscirci.

Esempi:

- asso terzo di re a denari,asso terzo a bastoni,2 secondo a coppe,due lisci a spada

dovendo uscire sul palo più lungo dobbiamo scegliere se uscire sull’asso terzo di re o no e ovviamente la scelta ricadrà sulla prima opzione perché avendo il re l’asso è più difendibile;

in questo caso dobbiamo analizzare se uscire di asso o di re e la scelta giusta è la prima per un semplice fatto,non abbiamo le carte per aprire giochi lunghi e sia i due assi terzi che il 2 secondo sono giochi da “difesa” quindi dobbiamo “passare la palla”.

Chiaramente giocando l’asso siamo certi che la mano successiva non resta a noi(a meno che il socio non abbia un 25 terzo o superiore e non prenda o che con un 3 abbia fatto passata e non ci inviti a riuscirci,cosa quanto mai sbagliata concettualmente e rischiosa)..è importante questo perché se giocassimo il re e la mano rimanesse a noi non avremmo un palo decente da aprire,meglio quindi giocare di rimessa ma aggressivi.

Torniamo però alla prima mano e ora mettiamoci nei panni del socio:il tuo compagno gioca asso dichiarando re terzo e le prime informazioni che si hanno sono:

1) il tuo socio ha in un gioco terzo di asso il gioco più lungo

2) il tuo socio non ha dichiarato piombi e quindi gli altri 3 semi possono essere messi matematicamente cosi:rimanendo 7 carte o due semi terzi e uno secco o uno terzo e 2 secondi

3) di sicuro almeno un gioco terzo lo ha e di sicuro non ha un ribusso perché altrimenti sarebbe uscito lì  (tra un ribusso terzo e un asso terzo si esce sul primo)

4) dove ha il gioco terzo non ha tre lisci perché altrimenti sarebbe uscito con un normale terzo liscio piuttosto che smontarsi un asso terzo.

Tutte queste informazioni non fanno che confermare che il nostro socio non ha giochi forti ma giochi corti ed abbastanza deboli e la cosa più importante è che noi sappiamo, per certo, che nell’altro gioco terzo(o negli altri due che può avere) avrà matematicamente o un altro asso terzo probabilmente peggio difeso di quello che ha giocato o un busso(che preferisce non smontare subito) proprio perché i giochi terzi non potranno essere né ribussi né lisci altrimenti ci avrebbe subito giocato.

In base a quello che abbiamo ci sono 3 tipi di giocate da fare:

1) se noi non abbiamo niente purtroppo vedremmo l’asso del nostro compagno preso dagli avversari e starà a lui poi dover difendere il re secondo che gli rimarrà in mano

2) se abbiamo il 3 dovremmo prendere perché fare una passata alla cieca non ha senso e soprattutto non rigiocarci, cosicché il nostro socio capirà che non avremmo anche il 2 e si guarderà il suo re secondo.

3) se abbiamo il 2 ovviamente non lo metteremmo sull’asso e diventerà una carta sovrana in quanto il 3 cadrà in quella mano e quindi l’asso sarà servito a qualcosa.

Apro su questo punto una piccola postilla, se il nostro socio invece di giocare l’asso dichiarasse Punto tirando il re noi non dovremmo mai prendere di 2 anche se secondo(a meno che non abbiamo delle buone da farci) perché lasceremo l’asso secondo in bilico con il 3 in giro facendo sempre una sola presa ;invece il nostro socio se gioca il re e gli rimane la mano sa che a quel seme non deve assolutamente riuscirci, casomai saremo noi a giocarci,ed in quel caso appena prenderemo potremmo volarci il 2 che era secondo e se cade il 3 avremmo liberato l’asso, altrimenti ci saremmo fatti due mani che è il massimo che potevano raccogliere trovando contro un 3 terzo.

2 QUINTO DI RE CON UN 3 DI RIPRESA 

Come giocare se hai un 2 quinto di re con un 3 di ripresa?99 giocatori su 100 ovviamente aprirebbero il gioco lungo ribussando ma quante possibilità hanno che la loro giocata vada a buon fine?rispondo io:sicuramente poche e comunque meno di quelle che avrebbero se giocassero il 2 muto.

Intanto sappiamo che rimangono 5 carte con 3 giocatori che devono tirare e tra queste c’è il 29 che non sappiamo come sia messo,vediamo le possibilità:

1) il 29 lo ha il nostro socio?era meglio ribussare ma comunque prenderà di 3 e volerà l’asso in ogni caso abbiamo 3 buone ed il 3 di ripresa.

2) il 29 lo ha quello alla nostra destra,prende di 3 e rimane con l’asso in mano che non può battersi per non aprirci il gioco..meglio farli rimanere con l’asso invece che col 3

3) il 29 lo ha quello alla nostra sinistra quindi come il punto 2.

4) il 29 è diviso ed il nostro socio ha un pezzo:se ha il 3 secco e non cade l’asso ci va male,se il nostro socio ha asso secco e non cade il 3 ci va bene perché lo facciamo cadere la mano successiva e guadagniamo un asso(se avessimo ribussato e anche mettendo l’asso secco non fosse caduto il 3 comunque per noi era un danno )se ha il 3 secondo, lo mette e poi vola magari perdiamo l’asso ma le nostre 3 buone le abbiamo conquistate.

5) il 29 è diviso tra gli avversari che non passeranno nessuno dei pezzi se secondi ma è più probabile che uno dei pezzi sia secco ed il discorso è sempre quello se è secco l’asso o esce il 3 e hai liberato mani buone o se non esce subito accadrà la mano successiva,se secco è il 3 comunque rimangono sempre con l’asso in mano quindi fanno meno punti.

Le possibilità di aprire il gioco quindi sono maggiori se si gioca il 2 perché solo il 3 può toglierci la mano ed in più aggiungo che aumentano le possibilità di prendere un asso visto che è una carta che “soccombe” al 2.

Ribussando con un liscio invece si apre il gioco SOLO se il socio ci aiuta,infatti c’è solo un modo affinché questo non sia vero: ribusso,il secondo di mano passa l’asso secondo ed il suo socio ha il 3 secco..caso più unico che raro.

LA POSIZIONE E GLI SCARTI 

E’ fondamentale a questo gioco la posizione del giocatore quando tira ed ovviamente gli scarti in relazione al proprio socio.

Guardiamo la posizione nel  caso di un 2 secondo:se il primo di mano esce dichiarando lisci e il 2 lo ha il secondo di mano tende a non passarlo (a meno che non abbia delle buone da farsi e “prova” a fare sua la presa) mentre  il terzo e il quarto giocatore lo passerebbero; questo è un esempio banale che dimostra come la posizione sia fondamentale e possa far cambiare la giocata o meno di una carta.

Stessa cosa accade con gli scarti, in una coppia c’è chi deve dirigere il gioco a seconda delle mani ed è sempre chi scarta per ultimo o comunque dopo il suo socio.

Può avvenire invece uno scarto falso se anche la mano dopo si resta come ultimi a tirare, esempio:

se l’avversario che si sta facendo delle buone è alla nostra sinistra abbiamo meno problemi perché dovremmo far capire al nostro socio, che sarà l’ultimo a rispondere, dove siamo deboli e dove siamo forti cosicché lui si regoli proprio in quanto ultimo di mano.Se l’avversario con le buone è quello alla nostra destra e quindi siamo ultimi di mano, allora urge capire intanto dove il nostro socio chiama e soprattutto non far capire all’avversario prima di noi dove siamo deboli,evitando così una facile passata .

La maggiore difficoltà è comunque l’interpretazione degli scarti:il nostro socio sta chiamando ad un palo o magari protegge solo un asso?

Questo è il problema maggiore e la sicurezza non c’è mai ma ci sono alcune tecniche che restringono il campo:

1) uno scarto a scendere su presa avversaria da la CERTEZZA MATEMATICA che il nostro socio ha almeno un pezzo del 25,mai scartare cosi avendo solo l’asso per un motivo semplice:

il socio in caso di necessità può togliersi senza problemi l’altro pezzo del 25.

2) su delle buone a spade, per esempio, il nostro socio scarta bastoni e coppe e l’asso a denari è uscito possiamo avere un’ottima probabilità che quel seme è coperto da lui o col 2 o col 3

3) se il nostro socio scarta per ultimo possiamo credere che sia uno scarto falso,quindi regoliamoci anche con le nostre carte

4) gli scarti degli avversari sulle proprie buone sono SEMPRE VERI  e ci danno delle indicazioni 

Questi sono le basi elementari di comportamento sulle prese avversarie,ora vediamo sulle proprie buone.

Esempio:

- noi abbiamo delle buone e quindi a comandare è il nostro socio che deve chiamarci dove ha.Facciamo un minimo di 2 buone diciamo a coppe,il nostro socio ci da 7 di spada e 8 a denari e noi abbiamo un busso a denari e un altro a bastoni:gli scarti direbbero bastoni ma non è cosi come appare perché dobbiamo sempre dare una spiegazione alle mosse del socio.Perché ha tirato la figura dopo un liscio (anche su un seme diverso)?  La risposta è semplice,perché ha un pezzo a denari MATEMATICAMENTE (e non è l’asso o almeno non solo)mentre a bastoni c’è anche una possibilità che sia piombo;in questo caso si bussa con tutta sicurezza a denari sapendo di potersi legare col socio.

Non è una giocata che accade spesso ma ogni scarto ha un suo significato e soprattutto quando  è fatto su presa propria è sacro e vero, per questo dichiarare sempre al socio quante buone si hanno cosicché possa mostrarsi con più chiarezza .

Stesso ragionamento può essere fatto anche con scarti di soli lisci esempio:

3 buone a coppe e tuo socio scarta:7 bastoni,6 bastoni 5 denari;la chiamata non è cosi ovvia a spade e se si hanno pezzi a denari si devono mostrare prima di andare a spade;questo tipo di scarta significa doppio seme non spade altrimenti avrebbe scartato 7 bastoni, 5 denari e 6 bastoni.

LO SCARTO SULLE PRESE DEL SOCIO: 

Lo scarto è l’argomento più difficile e ampio del tressette,e va suddiviso tra lo scarto fatto su presa avversaria e quello su presa propria: nel primo caso lo scarto può essere sia falso,sia difensivo e quindi non matematicamente indicativo;nel secondo lo scarto è assolutamente vero.

E’ ovvio che non c’è alcun vantaggio a scartare falso quando il nostro socio fa una presa o si fa delle buone,quindi bisogna sempre dare delle indicazioni giuste quando la presa è del compagno.

Analizziamo tutte le possibilità premettendo una cosa importante:lo scarto va diviso in 2 modi:

1) lo scarto a chiamare

2) lo scarto a far capire

Nel primo caso,quando il nostro socio si fa delle buone,noi vogliamo che quest’ultimo esca ad un determinato palo;nel secondo caso invece col nostro scarto facciamo capire che siamo forti ad un determinato palo ma non è detto che vogliamo che il nostro socio esca lì.

Sembra un discorso complicato e forse alla maggior parte delle persone privo di senso ma lo spiegherò con degli esempi.

Quando dobbiamo fare un solo scarto il problema non sussiste,scartiamo dove siamo deboli e di conseguenza chiamiamo sugli altri pali.

Gli esempi si sprecano sulle altre possibilità: il nostro socio ha 2 buone da farsi e noi,essendo piombi,2 scarti da effettuare:

1)se siamo forti ad un palo,scarteremo agli altri 2 (se il nostro socio ha due coppe buone e noi siamo forti a spada,scarteremo a denari e bastoni)

2)se siamo forti a 2 pali,faremo doppio scarto allo stesso seme(il nostro socio ha sempre le 2 coppe buone e noi siamo forti a spada e bastoni,scarteremo due denari)

3)se però scartassimo in questo modo(sempre sulle due coppe buone):7 a denari e figura o asso a spada,noi chiameremmo a quest’ultimo palo altrimenti avremmo fatto l’inverso.

L’ordine nello scartare è fondamentale.

Se il nostro socio avesse 3 buone e noi dovessimo fare 3 scarti le possibilità sarebbero queste:

1)il nostro socio ha tre coppe buone e noi siamo forti solo a spada:scarteremo bastoni,denari,bastoni o denari,bastoni,denari..dipende da dove abbiamo delle figure e sempre in ordine decrescente.

2)il nostro socio ha tre coppe buone e noi siamo forti a spada e bastoni:triplo scarto a denari;spesso capita che tre carte a denari non si posseggono e quindi qui entra in gioco lo scarto a far capire:

se scartiamo due denari il terzo scarto sarà sicuramente su un palo nel quale abbiamo almeno un pezzo del 25,es. 8 denari,7 denari ,7 spada…noi FACCIAMO CAPIRE che abbiamo un pezzo a spada altrimenti avremmo scartato 8 denari, 7 spada, 7 denari;ed in questo caso se il nostro socio avrà in mano un pezzo a spada dovrà assolutamente dichiararsi lì e non andare a bastoni anche se un’analisi superficiale direbbe così. 

LE ECCEZIONI DEL TRESSETTE: 

Tutte le mie teorie sono concepite in “condizioni normali di partita” cioè dove il punteggio non è estremo né a vantaggio nostro né dei nostri avversari.

Una delle mie tecniche basilari sta nel tenere sempre a mente il punteggio che a volte impone di cambiare il modo classico di giocare.

Non rinnego nessun capitolo scritto finora,anzi ci credo ciecamente,ma a volte mi è capitato di fare delle giocate che apparentemente vanno in contrapposizione con qualche mio scritto proprio perché la situazione della partita me lo consigliava.

L’esempio più classico è quando si debbano fare 1,2 o 3 punti per vincere matematicamente,se si hanno le carte per farli subito non ci si deve neanche pensare,cioè se ho tre 3 e mi manca un punto me li batto ovviamente.

Nel caso inverso,cioè nel quale i miei avversari abbiano un grande vantaggio e hanno circa 29-30 punti a referto( con arrivo a 31) contro i miei 15 o 14 è chiaro che gioco all’attacco,magari volo un pezzo di prima mano o inizio a strisciarmi qualche carico;in ogni caso sempre dove ho degli onori anche se non sono al mio palo più lungo.

L’eccezione che citavo ne “tressette inizio” la spiego qui:

in quel capitolo ho sottolineato ed elencato come statisticamente ci sono maggiori vantaggi e minori rischi nell’iniziare a giocare partendo dal palo più lungo ma c’è un caso particolare e soggettivo dove si può scegliere un’altra opzione:

3 quarto a bastoni,3 lisci a denari,2 lisci a coppe e 1 liscio a spada:beh non grandi carte,una sola carta da tressette ma sovrana ed il gioco più lungo è proprio dove abbiamo questa carta;che fare?

Il dubbio è immediato: aprire il proprio ed unico gioco forte in quanto il più lungo o cercare di “rimanere” in partita non dichiarandosi subito e rischiare di “uscire” dalla mano visto che negli altri semi siamo deboli?

Chiaramente se il nostro socio avesse un  2 secondo neanche staremmo li a pensare ma se avesse una sola carta e non potesse più tornarci a quel palo? Oltre a perdere un asso,molto probabilmente,, usciremmo dalla mano visto che i nostri avversari difficilmente riusciranno al seme dove abbiamo bussato e noi bruceremmo così un 3.Premettendo,in questo caso, che comunque bussare non sarebbe sbagliato io comunque uscirei nel secondo gioco mio più lungo,ovvero dove ho i 3 lisci, e con gli scarti successivamente indirizzare il mio socio verso il mio 3 a bastoni;è l’unico caso in cui il mio socio dalla mia prima uscita non può capire la quantità massima delle mie carte ad un palo:infatti quando esco di terzo liscio il mio socio ha l’informazione che quello è il mio palo più lungo e quindi almeno inizialmente non penserà che io abbia un palo quarto, se non appunto di 3.

LO SCARTO “POSITIVO” 

Per antonomasia lo scarto nel tressette è associato al rifiuto; banalizzando se scarto coppe rifiuto coppe. Ovviamente,e aggiungerei per fortuna, non è sempre così altrimenti il tressette non sarebbe un gioco così tanto seguito e ricco di varianti.

Intanto elenco tutti gli scarti che non sono di rifiuto:

1)ovviamente lo scarto di 3

2)lo scarto a salire su presa del socio ed a scendere su presa avversaria

3)come già trattato in precedenza lo scarto che avviene sulle prese del socio e successivo a un doppio scarto di stesso seme. Faccio un esempio,su buone del socio scarto: 9 bastoni-7 bastoni-8 denari,in questo caso non significa che sono debole anche a denari ma solo a bastoni.E’ importante fare attenzione a una cosa:se il secondo scarto che si fa in una serie di 3 scarti sulle buone del socio,in pratica come nell’esempio,è un liscio..matematicamente il terzo scarto è uno scarto “positivo” perché fatto su un seme in cui si ha qualcosa.Spiego meglio questo punto:

E’ molto differente per chi si sta facendo 3 buone vedere il proprio socio scartare come prime 2 carte per esempio:

9-8 a bastoni o 9-7 a bastoni…..nel primo caso è vero che è doppio scarto ma c’è la possibilità che il nostro socio agli altri pali abbia solo lisci quindi per forza di cose debba dare le figure anche se di stesso seme;nel secondo caso vedendo che il secondo scarto è un liscio si sa con assoluta certezza che il socio è forte in altri pali perché avendo anche solo poche carte restanti in mano se non avesse avuto nulla avrebbe dato un liscio di un altro seme.

4)questa è una mia teoria molto radicata e che rafforza la mia attenzione sugli scarti,un 4 non è un 7,un 8 non è un re….ogni singola carta ha un suo valore quando viene scartata e su questo esempio vi faccio ragionare.

A volte mi è capitato di avere un 25 quarto che provo a battermi o un 28 sempre quarto o quinto,insomma un bel gioco lungo e coperto…quante volte si trova il socio piombo? Beh direi che la cosa non è frequente ma neanche così rara;come al solito faccio degli esempi per far capire bene:

ho un 25 quarto a coppe che inizio a battermi ed il mio socio è piombo e mi da un 5 spada,l’asso non cade e la mano rimane a me;per me quello è uno scarto “positivo” perché dare un liscio basso su una presa del socio ad inizio mano manifesta la forza che si ha negli altri 2 pali.

Abbiamo subito l’informazione che il socio è forte matematicamente ad 1 o 2pali(se avesse avuto anche tutti lisci dal 4 a 7 negli altri pali comunque avrebbe dato il 7 sulla nostra presa)ed è uno scarto,a mio avviso,che richiede immediatamente l’apertura dei giochi denari e bastoni(cioè dove il socio chiama)e ovviamente apriremo quello dove siamo meglio messi.

Quindi è da considerarsi uno scarto “positivo” perché ci da l’informazione che il socio ha giochi lunghi e forti o almeno 1 molto lungo e forte.

5)ultimo caso di scarto positivo:mi faccio un 25 quarto e non cade l’asso e sono indeciso se riuscirci e perdere la mano ma poi rimanere con una buona da farmi o cambiare seme…in questo caso bisogna regolarsi con lo scarto del socio,se quest’ultimo scarta dove io ho la ripresa allora posso anche riuscirci,se invece scarta dove sono debole allora meglio cambiare palo e dichiarare dove ancora sono forte….quindi il mio socio se, per esempio, mi scarta spada e io la mano successiva faccio fare asso agli avversari saprà per certo che almeno una mia ripresa sarà a spada.

 L’ASSO SECONDO E IL 2 SECONDO 

Adesso toccherò un argomento difficilmente spiegabile soprattutto perché molto discutibile e soggettivo.

Si è sempre detto che sia l’asso secondo che il 2 secondo si passano sempre (parlo quando sono secondo di mano)ma è sempre così?

Partiamo dal 2:

1)se il primo di mano bussa ovviamente lo passo

2)se il primo di mano chiede il 25 non lo passo

3)se il primo di mano dichiara lisci non lo passerò perché se il 29 poi è in mano al nostro socio in ogni caso sono nostre;se il 29 lo ha il mio sopramano lo metteremo quantomeno in dubbio e magari potrebbe prendere il nostro socio con un re;se i pezzi sono divisi in ogni caso ci va bene  perché se il nostro socio ha l’asso prende(se lo avesse secco avremmo fatto la scelta migliore,pensate se avessi passato il 2 e il sopramano il 3..gli sarebbe caduto in un sol colpo il 28) ,se il nostro socio ha il 3 siamo più che coperti e in caso la presa in quel momento non sia nostra il socio sa che un 3 secondo in quel caso si mette.

4)che fare su un’uscita muta? Passo il 2 o no?

Questi sono i vantaggi dell’uscire muti,ovviamente non avendo certezza il secondo di mano si trova in difficoltà ma direi che nel dubbio il 2 lo passo TRANNE CHE IN UN CASO:se accompagnato dal re e spiego il perché:

1)se uscendo muto il primo di mano chiede il 25 io passo il re e me la sono cavata in ogni caso

2)se avendo il 29 volesse invece la meglio avrei anche in questo caso fatto la scelta migliore

3)se magari avendo 5 lisci volesse la Napoli fuori anche qui avrei fatto la scelta migliore

4)se in conclusione bussasse comunque il suo socio su un busso non passerà l’asso e la presa sarebbe sempre mia…..come in tutte le giocate c’è sempre l’eccezione e se il nostro sopramano ha l’asso secco saremmo danneggiati ma è una circostanza talmente rara che in relazione a tutti i vantaggi che da conviene mettere il re.

L’asso secondo:

L’asso secondo rappresenta di per sé un palo debole e di solito non ho dubbi nel passarlo quando sono secondo di mano;come per il 2 illustro tutti gli esempi in cui lo passerei se conoscessi la dichiarazione del primo di mano ma anche per l’uscita muta:

1)se il primo di mano bussa lo passo

2)se il primo di mano ribussa lo passo

3)se il primo di mano dichiara parecchi lisci e quindi vuole la Napoli fuori non lo passo

4)su un’uscita muta lo passo.

Analizzando tutti gli esempi si nota come l’asso in pratica lo passo sempre e quindi sembrerebbe che non ci sia nulla da dire ma non è così.

Secondo me dipende molto dalle carte che ho in mano,dal punteggio e se ho visto degli scarti e spiego il perché:

Dalle carte che ho in mano: se ho delle gran belle carte non lo passerei perché, se il primo di mano esce muto,so per certo che l’altro pezzo del 25 lo ha o il mio sopramano o il mio socio…quindi 50% e 50% di possibilità ma avendo altri pali forti magari provo a difendere il mio asso sperando comunque che prenda il mio socio o in caso contrario cercare di difenderlo nella circostanza in cui il terzo di mano non abbia per tornare al suo socio o anche la seconda mano a quel seme sia piena(intendo che rispondono tutti anche alla seconda uscita a quel seme cosicché il nostro avversario sia tentato di fare la passata)

Dal punteggio: se sono in vantaggio di molto,diciamo un 27-17 o un 26-18 inutile forzare ma punterei sul fare un minimo di punti e spiego perché: il primo esce muto io vado liscio e mi secco l’asso,se il terzo di mano ha l’altro pezzo comunque ho fatto bene,se lo ha il mio socio comunque è probabile che prenda se ha il 2,se avesse il 3 comunque al massimo perderemmo una mano ma il mio asso sarebbe al sicuro;in sintesi è più probabile fare una presa se non passo l’asso,non vuole dire sia probabile che faccio più punti ma in netto vantaggio mi accontento di fare almeno una presa a quel seme.

Dagli scarti:se non è la prima mano chiaramente la mia scelta è dettata dagli scarti che ho visto fino a quel momento;se il mio socio rifiuta quel palo vado liscio altrimenti l’asso lo passo.

 IL SOPRAMANO  E IL SOTTOMANO

 N.B. dopo numerose ricerche su web e libri non ho trovato un'univoca interpretazione sulla corretta collocazione dei termini "sopramano" e "sottomano";

Ponendomi come soggetto principale di gioco: il Chitarrella e Majavestida indicano come sopramano il giocatore alla mia sinistra mentre  altre fonti lo indicano alla mia destra..tesi che io condivido e con la quale esprimerò quanto segue.

Il sopramano è il giocatore che siede alla nostra destra e qui spiegherò come di solito mi comporto in partita verso costui.

Partendo dal concetto generale che la posizione determina anche l’ “attaccabilità” di un giocatore ne deriva che il sopramano è da noi attaccabile solo 1 volta su 4 ed ora mi spiego meglio:

chi ha il vantaggio di tirare dopo è colui che “potenzialmente” può mettere in difficoltà chi tira prima …questo in senso generale poi chiaramente se il giocatore che tira dopo di  non ha carte non può fare nulla ma il concetto resta.

Nel caso del sopramano si nota facilmente come solo se  costui fosse di mano io tirerei dopo, negli altri 3 casi no e questo cosa significa? Significa essenzialmente che dovrò far si che il sopramano sia attaccato dal mio socio.

Mi spiego meglio:

l’analisi che devo fare sugli scarti tra il mio sottomano (chi tira prima di me) ed il mio sopramano è quasi opposta e chiaramente l’analisi che farò non prenderà in considerazione gli scarti falsi al momento:

1)IL MIO SOTTOMANO dagli scarti chiama a coppe per esempio,se sono di mano io ho la consapevolezza che uscendo proprio a quel palo potrei mettere in difficoltà il mio socio.

2)IL MIO SOPRAMANO dagli scarti chiama a coppe,so che il mio socio tirerà DOPO  di lui e quindi potrei agevolarlo nell’attacco uscendo proprio a quel palo.

Quante volte capita di vedere magari un solo scarto del nostro sopramano,bastoni per esempio,e uscire di liscio proprio a questo seme? Concettualmente cosa errata perché è molto probabile che l’avversario che scarta per secondo e non da ultimo di mano scarti vero e se io ho solo lisci a bastoni ed il mio sopramano lo rifiuta è probabile che gli onori se li dividano il mio socio con l’ultimo di mano,con costui però che ha il vantaggio posizionale.

Ogni carta ha un suo significato,lo scarto è fondamentale e fino a che io ed il mio socio abbiamo gli onori che si legano non c’è problema,ma spesso tanta grazia non capita e quindi bisogna assolutamente andare a sollecitare gli onori che possiede il giocatore che tira prima del mio compagno,ovvero il mio SOPRAMANO ,così da sfruttare la posizione  del mio socio .

Caso diverso è se il mio sopramano scarta bastoni ed io posseggo un onore o comunque un buon gioco a bastoni; in  quel caso posso decidere:

1) vado a ricercare il mio socio sperando che abbia un onore in modo tale che nella mano successiva lui ci riesca e a quel punto avrò il vantaggio posizionale con il mio sottomano.

2) cerco di far prendere il mio socio ad un altro seme e poi lo chiamo a bastoni,pronto a fare un “tunnel” al mio sottomano,abbastanza tranquillo nel calcolare che il mio sopramano è debole a quel palo e non può “ferirmi” anche se tirerà dopo di me.

Sono due strategie,la prima più aggressiva,la seconda più tranquilla e chiaramente la scelta giusta è data di volta in volta analizzando oltre alle carte che si hanno anche il punteggio.

Ne deduco pertanto :

 

ATTACCA IL TUO SOTTOMANO

DIFENDITI DAL TUO SOPRAMANO

FA CHE IL TUO SOCIO POSSA ATTACCARE IL TUO SOPRAMANO

FA CHE IL TUO SOCIO POSSA DIFENDERSI DAL TUO SOTTOMANO

 

In generale questa è la prassi,a volte capita di dover giocare in modo diverso o che un giocatore al tavolo non abbia carte e sia “innocuo” …ma questo è il bello del tresette

 

                                            IL CONTROLLO DELLA MANO 

 

Capita a tutti,anche ai più sfortunati,la mano in cui si “domina” in tutti i semi; spesso è una mano facile da giocare ma a volte si raccoglie meno di quello che si potrebbe; ma siccome i punti fatti sono di solito molti,nessuno si sofferma mai a riflettere se poteva ottenerne di più.

Per dominare una mano non bisogna avere per forza tutti e quattro i 3 in proprio possesso ma è più che sufficiente che stiano divisi tra i soci o che almeno dove non si possiede un 3 si abbia un onore “coperto”..

Es. 28 secco,asso terzo di re,2 terzo. Per sviluppare questa teoria inizio col raccontare una mano giocata in prima persona:le mie carte erano:

3 quarto a denari di re e cavallo

3 terzo a spada di 6 e 4

Due lisci a bastoni

Un liscio a coppe.

Sono il secondo a giocare ed il giocatore prima di me esce di 2 a bastoni chiedendo la migliore che non cade e che pertanto si trova in mano al mio socio.

Alla seconda mano cambia seme ed esce muto a denari col 2…io metto il re per far credere che il mio 3 potrebbe cadere la mano successiva(rispondono tutti quindi mano piena) ed infatti lui abbocca riuscendo di scartina e seccandosi praticamente l’asso (quindi era un 28 terzo),io passo il 9 e vado in presa,il suo socio risponde e il mio compagno scarta un 8 a spada(sulla mia presa quindi scarto vero)

Ricapitoliamo le mie carte dopo 3 mani:

un liscio a bastoni (praticamente una buona visto il 3 del mio compagno)

un liscio a coppe

3 terzo a spada di 6 e 4

3 secondo a denari(in pratica 2 buone)

 

Il tutto sapendo che:

-          il mio socio possiede il 3 di bastoni

-          che è debole a spada dove io ho il 3

-          che almeno dal primo scarto sembra che chiami coppe dove io sono debole.

Alla quarta mano mi faccio il 3 a denari facendo cadere l’asso e vedo il secondo scarto del mio socio..che è un 7 di spada.

In questo momento si sviluppa il CONTROLLO DELLA MANO ed ora elenco tutto quello che ho pensato in quel momento a 6 carte dalla fine della mano:

1)Il mio socio ha il 3 di bastoni e questa è una mia sicurezza

2)il mio socio se non voleva chiamarmi a coppe avrebbe dovuto farmi scarto alternato(spada e coppe) mentre 2 scarti a spada a scendere sono un segnale più che sufficiente della sua chiamata.

3)posso escludere che abbia il piombo a coppe perché ha il 3 secco a bastoni,denari non ne ha e a spada come ultimo scarto sulla mia buona ha dato il 7…ed avendo io il 6 e il 4 al massimo può avere il 5,quindi una sola carta;e a 6 carte dalla fine col 3 di bastoni,massimo solo il 5 a spada,può avere o 4 o 5 carte a coppe,quindi un bel gioco forte.

4)La domanda è:”a che pro devo farmi la seconda buona a denari?”

A nessun pro la risposta che mi sono dato:

-non mi serve per sapere dove chiama il socio perché è più che chiaro

-non mi serve per farlo chiudere..eventualmente già sarebbe chiuso o avrebbe il 5 di spada dove io ho il 3.

-Risparmiando la buona a denari intanto evito di far scartare spada agli avversari così da rimanere saldamente in gioco col mio 3.

 -Do l’indicazione al mio socio che sono forte dove lui scarta (spada appunto),altrimenti avrei battuto la buona e volato a coppe.

Quindi la scelta giusta da fare è uscire al gioco dove il mio socio chiama(coppe appunto) e restare con le nostre rispettive carte forti(il suo 3 a bastoni,il mio 3 a spada e la mia buona a denari)in mano e vigili.

Come volevasi dimostrare il mio socio aveva un 3 quarto a coppe col quale non è riuscito a chiudersi(anche con un 2 quarto il ragionamento sarebbe stato lo stesso) e non lo avrebbe fatto neanche se io mi fossi battuto la denari buona.

Come è finita la mano? È finita col risultato che io sono tornato in presa alla penultima col 3 di spada(in giro c’erano diverse carte di questo seme) e poi ho chiuso con la buona a denari.

Chiaramente ho riportato solo una mano ma così ne ho giocate diverse e questa mia “calma tresettistica” mi ha spesso portato a fare più punti.

È sbagliato sperare troppo nella fortuna,gli scarti del socio sono sempre indicativi ma è difficile capire se chiama verso un 25 o semplicemente un 2 secondo…magari un 3 secco; prima di battersi delle buone,dei 3 e magari liberare dei giochi agli avversari ponderiamo bene tutto,considerando sempre le carte e gli scarti del socio..a volte concettualmente(come nel mio esempio) è anche inutile battersi un 3 perché il socio ha uno scarto deciso…a volte è meglio andare subito dal socio e rinunciare a un paio di figure e mantenere un palo chiuso, che battersi tutto e magari trovare il socio con un 3 terzo o secondo o un 2 che deve prendere per forza e poi consegnare tutto agli avversari.

Ogni carta ha un suo significato (ormai questo è il mio motto) e di conseguenza è fondamentale analizzare quali scarti esegue il socio:tornando al mio esempio sul suo doppio scarto a spada è stato importante per me vedere che le carte erano: un fante e un 7, io ho il 6 e il 4 e quindi il ragionamento successivo viene da sé…o le ha finite o ha il 5; se mi avesse scartato il re e il 9 per esempio si allargavano le possibilità delle carte che poteva ancora avere in mano.

Quindi è giusto studiare le teorie ma ad esse va sempre associato il significato delle carte:

-il 4 lascia una possibilità in meno o in più rispetto al 5 a seconda se la presa è del socio o degli avversari,quindi variano le possibilità di 1 e sono tutte piccole informazioni che diventano utili verso fine mano;ma le possibilità in relazione alla carta le spiegherò meglio nel mio prossimo capitolo.

 

                                                       IL TERZO SEME

  Questa volta voglio iniziare questa teoria da un esempio,le mie carte sono:

  25 terzo di re a denari, 2 secondo a bastoni, cavallo terzo a spada,cavallo secondo a coppe.

  Sono di mano e le giocate plausibili sono 2:

1) inizio a giocare il 25 terzo a denari

2) gioco sul terzo liscio a spada.     

Decido di iniziare dal mio palo forte,quindi denari,e fortunatamente l’asso cade,così mi faccio 3 buone e riesco a vedere lo scarto del mio socio che è coppe.

Potendomi basare quindi su un solo scarto,devo scegliere tra spada e bastoni e secondo regola dovrò’ muovermi dove sono più forte…..quindi striscio il 2 di bastoni.

Il mio socio accetta dandomi carta bassa(un 4 o un 5)così alla quinta mano gli volo il liscio a bastoni,lui prende di 3…l’asso cade..e rimane con una buona da farsi.

Qui inizia la mia teoria:sta finendo il secondo seme e si inizia a giocare quindi sul terzo,calcolando chiaramente tutti gli scarti,io praticamente in mano sono rimasto con il nulla:

cavallo terzo a spada e cavallo secondo a coppe.

Sulla sua buona di norma,istintivamente,verrebbe da scartare la figura a coppe perché appartenente al palo più corto..quindi più debole..ma è qui che si deve fare il salto di qualità.

Bisogna capire che ormai siamo praticamente impossibilitati a prendere per il resto della mano quindi l’unica cosa che si può fare è cercare di agevolare il socio,metterlo nella condizione migliore per andare in presa.

L’unica informazione che abbiamo sulle sue carte è lo scarto vero a coppe che ci ha fatto sulla nostra buona,quindi se ha ancora uno o più onori li ha a spada; una volta che ragioniamo in questo modo si capisce

come abbiamo tutto da perdere nel farlo uscire nel suo palo forte,magari strisciandosi un 2 o un 3..abbiamo tutta la convenienza del caso e cercare di metterlo ultimo o al massimo secondo di mano.

Per questo scarterò il cavallo di spada indicandogli di uscire a coppe,seme dominato dagli avversari,ma aumentando considerevolmente le possibilità di presa quando il seme sarà spada e lui non più primo a giocare.

Per la cronaca questa mano l’ho veramente giocata ed è finita col mio socio che prendeva l’ultima col 3 di spada totalizzando 3 punti . 

Ricapitolando: in questa mano,quando sono rimasto con 2 pali deboli,ho chiamato verso il più debole per favorire le carte del mio socio... questo deve farci pensare che il tressette è un  gioco totale, non esistono solo le nostre carte e a volte possiamo fare noi i punti con le carte del socio.                                

E’ importante capire quando abbiamo o meno margine di presa,quando si capisce che ormai siamo tagliati fuori dalla mano dobbiamo comunque rimanere concentrati e cercare di mettere il socio nella condizione

migliore possibile per fare punti.

Tale condizione consiste nel cercare di metterlo ultimo di mano, o secondo ma con possibilità di fare la passata.     Il saper,quindi,riconoscere lo scarto vero da quello falso del socio è fondamentale…ed è

importante anche sapere quando i punti si possono fare solo con le carte del socio..in tal caso..

Aiutatelo così come ho dimostrato.