Opinioni in libertà

LA DANESE A FORMULA DUPLICATA

 

La danese a mani duplicate a doppio turno è una formula che permette di correggere alcune delle principali distorsioni del tresette e di assegnare la vittoria alla coppia più tecnica e talentuosa del torneo. Eliminando le distorsioni, infatti, riescono ad emergere i valori di una coppia, e si può determinare chi meriti di vincere la competizione.

Per comprendere la formula danese è quindi importante conoscere quali siano le principali distorsioni del gioco, perché è lì che essa interviene. Esse sono, in sintesi, il vantaggio di smazzata, il vantaggio di posizione e il vantaggio di incrocio.

Il vantaggio di smazzata è fondamentalmente la buona sorte. Non bisogna essere dei geni per capire che senza carte in mano è impossibile vincere. Quando poi una situazione del genere capita nella bella della finale, allora…

Il vantaggio di posizione è stato ben teorizzato da Redden e da Elledue ed è costituito dal fatto che, a parità di dieci carte, essere primi di mano, o secondi o ultimi, o avere le stesse carte sopramano o sottomano, determina un risultato differente. Vi sono molti esempi in merito, e mostrano come questo sia vero.

Infine, il vantaggio di incrocio è costituito dal fatto di giocare contro una coppia piuttosto che contro un’altra. Le insondabili alchimie del tresette fanno sì che una coppia molto forte riesca a esprimersi al meglio con la quasi totalità delle coppie avversarie, ma trovi ostica una particolare coppia di giocatori, per ragioni psicologiche, storiche, tecniche, o anche semplicemente relazionali. Giocare contro l’amante della propria moglie è oggettivamente problematico per l’uno, assolutamente impagabile per l’altro.

La formula danese interviene su questi tre meccanismi e costruisce un monte-punteggi che valorizza le migliori giocate effettuate di volta in volta, determinando per somma di scarti la coppia vincitrice. Data la lentezza del meccanismo, è consigliabile utilizzarla per la sola fase finale, a cui partecipano le quattro coppie migliori.

Le quattro coppie vengono disposte su due tavoli e giocano quattro partite, una per ciascun capomano, iniziando da Nord. Le quattro partite vengono segnate e replicate successivamente sull’altro tavolo, in modo tale che i due tavoli giochino esattamente le stesse otto partite. In questo modo, le giocate sono confrontabili. Al termine del primo blocco di partite (che chiameremo “set”), si contano i punti di ciascuna coppia. Ora, il punteggio non viene assegnato nel modo consueto, ma confrontando le coppie in parallelo sui due tavoli – ed è qui la genialità della danese. L’esempio in figura può chiarire meglio il concetto. 

 

Supponiamo per assurdo che le due coppie Nord-Sud (ovvero AB ed EF) abbiano avuto una fortuna sfacciata. Carte assurde, giocate come primi di mano o comunque sfruttando al meglio il vantaggio di posizione e di smazzata. E supponiamo che sia stato possibile realizzare ben otto cappotti su otto partite. Il punteggio finale al primo tavolo è quindi di 11x8=88 a 0. Supponiamo poi che al secondo tavolo, la coppia GH sia stata molto brava a evitare l’esilio volontario e con un lampo di genio sia riuscita a strappare una dietra da 2 punti, sul totale delle partite. Il punteggio finale è di 86 a 2. Per eliminare il vantaggio di smazzata, la danese prevede che i punteggi non vengano assegnati a coppie incrociate (88 a 0), ma a coppie parallele (88 a 86). AB si confronterà quindi con EF, e CD si confronterà con GH, in un confronto assolutamente pertinente, perché queste coppie hanno avuto le stesse CARTE, nella stessa POSIZIONE, con lo stesso ordine di MANO, in TUTTE le partite. In questo modo si annulla anche il vantaggio di posizione. Hanno avuto le stesse chance, d’attacco o di difesa, e chi ha effettuato le partite più talentuose merita di essere premiato, quale che sia stata la situazione di partenza.

Per tale ragione, alla coppia AB verranno assegnati +2 punti scarto, dati dalla differenza tra 88 e 86; mentre ad EF verranno paradossalmente assegnati –2 punti scarto, perché hanno avuto la dimostrazione concreta che otto cappotti sarebbero stati realizzabili, ma non l’hanno realizzati; viceversa, la coppia GH si vedrà assegnati +2 punti scarto per il gesto tecnico, ma la coppia CD da 0 punti passerà a –2 punti scarto, per la stessa ragione, perché anch’essi hanno avuto la dimostrazione che 2 punti sarebbero stati realizzabili, se avessero gestito diversamente la partita. In breve, questa è la classifica al termine della prima tornata:

AB +2

CD -2

EF  -2

GH +2

Qualcuno potrà obiettare che per quanto le partite siano identiche, tuttavia le sensibilità sono diverse, sulla carta d’uscita ognuno ha il suo vangelo, la scelta di un seme piuttosto che di un altro è una questione di fortuna, giocare contro l’amante di mia moglie proprio non riesco a giocare, ed è assurdo dare un punteggio negativo a chi ha vinto le partite. Obiezioni legittime, ma la fortuna o una tecnica obsoleta sono proprio le componenti che si vogliono esplicitamente scoraggiare con questa formula. Chi gioca la fase finale del torneo, infatti, deve sapere che non va a confrontarsi con la coppia incrociata, ma con la coppia parallela e di conseguenza non dovrà pensare a come battere l’avversario che vede, ma a come battere l’avversario che non vede e che si trova nella stessa identica situazione. La ricerca della botta di **** potrà servire al tavolo dove si gioca per tentare di strappare qualche punto da una situazione rovinosa, ma è una scelta deleteria quando si sa IN ANTICIPO che la coppia in parallelo sta cercando soluzioni più tecniche. Niente più alibi, chi gioca meglio, prende punti scarto. Le proprie convinzioni saranno messo a nudo. Bisogna studiare e imparare dagli altri. Le nozioni di calcolo combinatorio e di calcolo delle probabilità sono fondamentali nelle distribuzioni bilanciate, semi-bilanciate e a inizio smazzata, quando non ci sono informazioni sul tavolo. Ma a partita avviata, con gli scarti a terra, o con smazzate sbilanciate o fortemente sbilanciate, le tabelle di frequenza cedono il passo all’intuizione, alla fantasia, al conteggio, all’affiatamento col socio, all’aggressività in attacco, alla difesa poderosa, alla pressione psicologica sull’avversario. Studio o gioco peloso che sia, entrambe le componenti devono essere premiate.

Quanto al povero malcapitato, gli viene in soccorso la formula del doppio turno. Terminato questo primo turno, le due SECONDE coppie della graduatoria si scambiano e vanno a giocare all’altro tavolo, avendo l’accortezza di mettere in parallelo le due coppie con il punteggio più alto del tabellone. In tal modo, chi è uscito meglio dal primo turno deve potersi confrontare a parità di carte, di posizione e di mano. Le due coppie coi punti scarto maggiori, infatti, non devono mai confrontarsi allo stesso tavolo, altrimenti si ricade nelle distorsioni del tresette e, in caso di sconfitta immeritata, nei piagnistei di occasione. Il cambio di tavolo serve a minimizzare, per quanto possibile, il vantaggio di incrocio e a dare, alla coppia che ha perso, una seconda possibilità. Nello schema, si può notare la nuova disposizione.

 

A                                                                                                        G        

                E      F                                                                                            C      D        

                        B                                                                               H

 

Al termine del secondo turno, verrà aggiornata la classifica e verrà proclamata vincitrice la coppia che ha accumulato più punti-scarto nella fase finale del torneo, non solo in tre o quattro partite secche. Tutte le coppie, infatti, avranno giocato sedici partite ciascuna, tutti contro tutti, nelle medesime condizioni. Verrà proclamata vincitrice indiscutibilmente la coppia che ha giocato meglio a tressette.

Una variante della danese prevede l’allungamento della finale a quattro set, anziché due, ovvero due set per ogni turno, trentadue partite in totale. Al termine del primo set (ottava partita) si stila la classifica provvisoria e cambiano posizione le coppie nello STESSO tavolo, in modo che le coppie con il punteggio più alto giochino d’ora in poi sempre in parallelo. Terminato il secondo set, ovvero il primo turno (sedicesima partita), si scambiano le coppie nei DIVERSI tavoli, e si giocano altri due set, con aggiornamento delle classifiche e delle posizioni nei tavoli (ventiquattresima partita), stilando poi la classifica finale e proclamando la coppia vincitrice.

Uno dei vantaggi della danese a mani duplicate è il grandissimo valore che assume in termini formativi. Giocando in parallelo, e magari riprendendole, le partite sono comparabili e si può chiedere successivamente ai giocatori di commentare le loro scelte. Il risultato stabilisce chi ha gestito meglio la partita, qual è la causa della migliore gestione, e se ci sono novità sul fronte tecnico. Inutile dire che un simile utilizzo delle partite parallele richiede grande umiltà da parte dei campioni. Del resto, chi vuole imparare questo meraviglioso gioco o chi vuole migliorare ulteriormente la propria tecnica, ha un immeditato termine di paragone su quali scelte effettuare e in quale occasione, e vede verso dove sta evolvendo il tressette moderno. Una selezione delle doppie partite migliori commentate può essere messa sul sito internet, a disposizione degli appassionati.

Dei vantaggi della danese a doppio turno è stato detto. Il principale e più eclatante svantaggio di tale formula consiste nel non mettere attorno allo stesso tavolo le due coppie più forti. Psicologicamente (ma anche a livello di “marketing”) è molto più avvincente vedere con i propri occhi le due coppie battagliare tra loro, piuttosto che giudicare un risultato a distanza. Del resto, in una finale, le distorsioni sarebbero veramente determinanti, e c’è il rischio che a decidere la vincitrice sia soltanto un episodio.

Alla luce di queste considerazioni, un modo per mettere più pepe alla danese e renderla veloce e avvincente potrebbe essere quello di giocare le partite in parallelo simultaneo con quattro smazzate ripartite precedentemente dagli arbitri. E’ la formula utilizzata in un torneo giocato nel gennaio 2011 ad Avigliano, in Basilicata. I due tavoli si trovano a giocare quattro partite identiche già preparate dagli arbitri, contemporaneamente, e in questo modo si può aggiornare la situazione del tabellone in tempo reale, partita dopo partita, e non al termine del set. Si vedrebbe scorrere la classifica velocemente, chi sta vincendo, chi sta inseguendo, chi sta recuperando e chi sta scendendo, si aggiungerebbe un elemento di pressione in più sulle spalle delle coppie e un po’ di suspence al torneo. I cambi-set, i cambi-turno e il sistema di punteggio mantengono la medesima struttura della danese a duplicate differite. Il numero di partite è lasciato alla decisione degli organizzatori, e va da 8 a infinito, appetito permettendo. C’è da buttare la pasta, e da girare le forchette.

 

 

NON SI PRENDE SUL COMPAGNO

avrete sentito chissà quante volte questa affermazione ... ebbene ricordatela in ogni momento perchè è davvero sacrosanta, il solo caso in cui non ci si attiene a questa regola è quando prendendo andremmo a terra , ovvero le prese successive sarebbero tutte nostre oppure eccezionalmente se quella presa ci permettesse di batterci 2 o 3 mani che porterebbeo la ns partita ad un considerevole vantaggio, ma in tutti gli altri casi osserviamo attentamente questa regola.

Una piccola premessa personale, questo sito è stato scritto da una donna, a parte naturalmente il capitolo di reddenologia, mi permetto di specificarlo perchè sono stata fatta oggetto di discriminazioni maschiliste legate al mio essere donna e pertanto secondo alcune persone non in grado di confrontarmi con il sesso forte in questo "sport".         Tanto vi dovevo.

Discutiamo un attimo sui modi di intendere il tressette: un gioco aggressivo o conservativo?

Fa sicuramente parte delle caratteristiche di ogni giocatore, ma vi sono eccezioni ad ogni regola ed anche qui non mancano.

Il giocatore nuovo di questo “sport” tende a giocare sempre in modo piuttosto prudente e quindi conservativo che rischia di diventare un gioco di chiusura e di svantaggiare la coppia nel corso della mano, un po’ di aggressività non deve mai mancare per avere buoni risultati.

Se il nostro sopramano esce a bastoni con un 2 e noi abbiamo il 3 terzo di re sappiamo che lui quasi sicuramente cerca il nostro 3, ma sappiamo anche che noi lo fermeremmo ancora con il re terzo pertanto se la partita non è proprio all’inizio ed abbiamo avuto modo di vedere quale palo chiama il nostro socio, prendiamo  su quel due e andiamo ad aiutare il socio ricordandoci sempre che il nostro re lisciante farà ancora gioco a quel seme.

Se nella stessa ipotesi non prenderemo su quel due essendo la partita già avanzata della metà circa potrebbe esserci l’ipotesi che l’altro avversario sia piombo e gli dia una chiara indicazione di chiamata con lo scarto e noi finiremo per morire con il nostro 3 in mano, stessa cosa accade spesso quando non si prende per 2 volte sulle mani avversarie sentendosi forti nell’avere il 3 terzo… il rischio di morirci con quel 3 anche qui diventa molto alto, peggio che mai se per 3 volte non prendiamo: 

questa ultima ipotesi può verificarsi in un solo caso, ovvero dove noi due siamo i soli ad avere quel seme e sono le ultime 4 mani, allora non prenderemo mai per fare l’ultima presa e guadagnare un punto, anche se il nostro sopramano ricordando le carte ancora in gioco valuterà l’ipotesi di mettere a terra l’asso e toccherà a noi decidere se ci conviene prendere un punto e regalarne magari due agli avversari.

Il passaggio raccontato a parole può risultare complesso proviamo a fare un esempio figurato.

Il nostro avversario ( PLAYER  A ) alle ultime 4 mani si trova a dover giocare per primo ed ha le seguenti carte 

 

Noi  ( PLAYER  B ) subito dopo di lui ed abbiamo queste carte ( le altre due coppe son state scartate nel corso della partita ) 

 

  

A - potrebbe forzare il gioco mettendo a terra asso di coppe, e noi potremmo prendere con il due tornare di cavallo e in quel caso lui prenderebbe di re assicurandosi 2 figure, poi ci farebbe prendere due scartine mettendo il 4 e facendo anche l’ultima mano e totalizzerebbe 3 figure più l’ultima presa quindi 2 punti, mentre noi ne abbiamo fatto uno pieno con l’asso più una figura.

A – potrebbe mettere a terra il re e noi sicuramente andremmo lisci, però alla mano successiva lui metterebbe il 4 e noi saremmo costretti a prendere facendo una sola figura e portandogli le ultime due mani ed in  questo caso lui farebbe sempre 2 punti e noi solo una figura.

A – mette a terra il re noi prendiamo di 2 ed abbiamo fatto almeno 2 figure, poi dovremo tornare e lui in teoria non dovrebbe prendere altrimenti ci porterebbe per forza l’ultima avendo il 4 e quindi in quel caso noi avremmo fatto 1 punto pieno e lui due punti.

Scartiamo naturalmente l’ipotesi più dannosa, ovvero che lui non si sia contato le coppe ed esca di 3 perdendo con tutta probabilità l’asso ed anche la figura.

 

In ogni caso ho cercato di mostravi quante possibilità ci sono in sole 4 carte giocate alle ultime mani tra due giocatori e come a seconda di come vengono giocate possano cambiare l’esito della partita anche per una sola figura.

 

Il secondo luogo comune che vorrei sfatare è quello dell'  " ASSO NON FA SCARTO"

questa teoria è assolutamente falsa in alcuni frangenti, anzi la frase in sè non ha davvero alcun senso e vorrei spiegare il mio perché.

Succede spesso, o almeno a me è capitato spesso di vedere situazioni di questo genere:

stò battendomi una napoletana quinta ed il mio socio risponde solo 2 volte, alla terza quando dovrebbe fare il suo primo scarto, che deve essere assolutamente di rifiuto, mi da ASSO DENARA ... per me lui a denara non esiste assolutamente per cui asso fa scarto in questo caso, diverso sarebbe se asso denara me lo scartasse al terzo scarto, ovvero dopo avermi scartato i primi due giochi di rifiuto e all'ultimo scarto utile asso denara, in questo caso ASSO NON FA SCARTO.

Ma facciamo molta attenzione a questa piccola regola perché è davvero importante per lo sviluppo della partita, quindi il mio consiglio è: non date l'asso di un 28 perché lo considerate un gioco debole mancando il 3 , perché il vostro socio potrebbe avere quel 3 oppure voi potreste in caso di uscita a quel seme passando il vostro asso assicurarvi almeno una mano se non addirittura l'ultima mano.

Facciamo il solito esempio figurato:

Giocatore A:

 

 

e il suo socio ha queste:

 

sulla napoletana risponderà due volte poi lo scarto giusto da fare sarà:

bastoni, coppe, spade quindi chiameremo senza indugio a denara, ma non asso denara per paura di perderlo perché in quel caso rovineremmo un "giocone"

 

UNA PARTITA CHE FA SFUMARE UN CAPPOTTO AI DUE GIOCATORI, VISTA QUESTA SERA SU UN SITO DI TRESSETTE

 

PLAYER A CARTE

PLAYER B  CARTE

PLAYER C   CARTE

PLAYER  D  CARTE

 

Prima mano PLAYER A gioca bastoni muto

   questa è la prima mano va in presa B con 2 secco e rigioca così

       la sua socia D  che è piombo mette Asso di coppe.... mai sarà fatta cosa peggiore!!!!  Asso di un 29 quinto scartato come primo scarto di rifiuto è un errore clamoroso, è un'eresia oserei dire, ma la giocatrice si difende dicendo..."asso non fa scarto".....

La partita continua così....

player B si batte anche il 2 denara e non cade asso, quindi bussa a spade dove la socia ha 2 lisciante di re, quindi prende e vola il re... l'asso lisciante di origine ovviamente cade e B prende di tre mettendo poi a terra la scartina che viene ovviamente presa dal cavallo terzo di  C.  C rigioca bastoni come da prima giocata del socio e player D passa il 3 ormai secco dopo di che si batte 3 coppe e consegna le ultime mani fatte da  ASSO BASTONI, ASSO DENARA E COPPE..... un cappotto bruciato in modo davvero unico!!!

Meditate su questa partita e sulla ormai quasi ridicola affermazione che asso non fa scarto!!!!