Perché come e quando giocare muti

 

Gioca muto il giocatore esperto che si richiama alla vera origine del tressette sapendo che il compagno ( o socio ) sa esattamente quale è il suo stile di gioco e quindi di conseguenza sa cosa sta intendendo con quella carta messa in tavola senza proferire verbo.

Ricollegandosi un po' a quelle che erano le regole di Chitarrella ma soprattutto seguendo una teoria che cercherò di spiegarvi nel migliore dei modi.

Premesso che quando apro le mie dieci carte in base a quella che è la mia cultura personale di gioco so esattamente cosa voglio fare e quanti punti all'incirca riuscirò a fare in quella mano conoscendo bene il mio socio e viceversa, farò mente locale su qual'è il mio gioco più forte ovvero quello che mi porterà maggiori frutti per cui mi comporterò come segue in battuta:

- Metto a terra un tre:

non servono parole, voglio dal mio socio la meglio che ha perchè potrebbe essere che stia battendomi una napoletana, un 25, oppure che sia alla ricerca del due.

- Metto a terra un due:

il mio socio metterà anche in questo caso la sua migliore perchè può essere che io stia cercando il tre per cui se lo ha prende e torna ( potendo ) e se non lo ha mette in ogni caso la meglio, anche l'asso se serve perchè puo' essere che a quel seme io abbia un 3 sesto di re e mi serve che cadano sia il 2 che l'asso, quindi se lui metterà l'asso sul mio due l'avversario ultimo di mano potrebbe avere il 3 e prendendo liberarmi le altre mani oppure se il 3 lo aveva l'altro avversario comunque sia abbiamo portato a casa un asso e faremo cadere successivamente anche il tre.

Potrebbe essere che io abbia un due quarto o quinto di figure e per questo vi rimando al capitolo sull'utilizzo del due .. in ogni caso anche qui metterà la sua meglio.

- Metto a terra un asso

se metto a terra un asso muta sicuramente ho l'asso quinto o sesto di figure e vorrei veder uscire il 25, in questo caso il mio socio metterà la sua meglio e ci tornerà ( potendo ) oppure nella più fortunata delle ipotesi il mio sopramano passerà il 2 ed il mio socio lo ammazzerà con il tre ritornandomi o comunque liberandomi 5 prese.

Ma potrei anche avere un bel 28 figurato senza rientri certi, in questo caso sia che il TRE lo abbia il mio socio o meno io vedrò cadere quel pezzo e saprò di avere delle buone mani da farmi in seguito semmai il mio socio andasse in presa ( ricordate io non ho carte da ripresa, ma avendo forzato la mano con l'asso a terra con molta probabilità il mio socio ne avrà almeno un'altra per me).

- Metto a terra una scartina

il mio socio metterà la sua meglio se ha un onore ( ovvero un 2 o un 3 ) oppure la carta più bassa qualora prendessero gli avversari con un onore, e ci tornerà appena dovesse rientrare in presa, perché io gli ho suggerito che a quel seme ho un gioco lungo o forse desideravo proprio che cadesse un onore avendo magari in mano un 29 di scartine.

- Metto a terra una figura

il mio socio metterà la sua migliore e ci tornerà se rimane in presa per aprirmi un gioco pur non sapendo in quel momento quale esso sia.

Ne deduciamo quindi che in tutti i casi sopraccitati il nostro socio deve mettere la meglio e tornare su un gioco muto, perché a meno che io non abbia proprio nulla quello è il gioco da seguire, nel caso non avessi nulla lo comprenderà dopo 2 al massimo 3 giri.

L'unica dichiarazione che a mio avviso non va mai omessa è il ribusso per due motivi:

- se io ribusso il mio socio deve passare asso anche se è terzo e tornare in caso di presa

- se non cade il 3 non dovrà conservarsi per me nessuna carta a quel seme.