I LISCI

 


Molto interessante ed istruttiva la teoria che segue sui lisci scritta dall'amico REDDEN che si può definire un vero studioso di questo gioco, la copierò qui di seguito invitandovi a discuterne sul forum.

L’IMPORTANZA DEI LISCI – BY REDDEN -

Nel gioco del tressette si è sempre parlato degli onori e quasi mai dei lisci,forse perché considerati “ininfluenti” o “inutili”. 

Prima di scendere nei dettagli del discorso è giusto dividere i lisci in 2 blocchi:

1) quelli che valgono 1/3 di punto,che sono le figure: 8-9-re

2) quelli che non hanno valore ai fini del punteggio: 4-5-6-7

Quindi ci sono in tutto 7 lisci e questa distinzione tra essi è fondamentale, faccio subito un esempio:

1) quando si scarta a salire o scendere su presa avversaria per far capire al nostro socio dove si è deboli e dove si è forti è importante notare che uno scarto per esempio 6-7 è diverso da uno scarto 7-8…….nel primo caso,a meno che il nostro socio voglia fare scarto falso, è chiaro che dichiara debolezza a quel seme; nel secondo caso si dichiara una probabile debolezza a quel seme ma non si ha certezza. Questo perché diverse volte non si sa se l’avversario abbia 1 o 2 buone e quindi se si è costretti a scartare 2 carte ad un palo forte si iniziare con il liscio e non con la figura per non perdere 1/3 di punto nel caso la buona sia solo 1.

Ogni carta “parla” e nel suo piccolo ci da delle informazioni, quando noi ci facciamo delle buone e vediamo per esempio che l’avversario scarta in ordine:

1) 9 denari,5 bastoni capiamo con probabilità che ha un onore a bastoni(o perlomeno un re terzo) altrimenti avrebbe scartato inversamente.

Questo lo capisco perché analizzo i lisci,perché per me non sono 7 carte più o meno importanti ma sono appunto “7 carte” ognuna con la sua valenza ed ognuna di volta in volta restringe le possibilità innumerevoli che ci sono di capire quante altre carte ha un giocatore ad un seme; ed in questo caso il fatto che l’avversario perda prima la figura e poi un liscio anche se in semi diversi ci da l’informazione appunto che dove ha scartato un liscio semplice abbia qualcosa.

I lisci sono ottime chiavi di lettura di gioco e soprattutto indicano in base a come sono scartati quante carte probabilmente ha un giocatore ancora a quel determinato palo, esempio:

1) esco muto il secondo di mano passa l’asso il mio socio perde il re; capisco che  il mio socio non ne ha più a quel seme perché ha perso la carta più alta possibile (esclusi gli onori ovviamente).

2) esco muto il secondo di mano passa l’asso il mio socio perde il 9; se io ho il re o il re cadrà in terra so con certezza che il mio socio non ne ha più….se il re non lo ho e non è in terra so che il mio socio o le ha finite o al massima ha una carta che è ovviamente il re.

E così via se perde l’8 ecc…

Ritengo “più importanti” tra i lisci: il re e il 4,ovvero il massimo e il minimo: 

IL RE: sono validi gli esempi fatti prima,la ritengo una carta “forzata”, quasi di sofferenza, quando la si tira di solito non è buon segno..sia su presa avversaria che su presa propria; però proprio per questa sua caratteristica è una carta chiara, che invita il compagno che la vede a non contare molto sul suo socio in quel determinato palo. Il re tirato a terra in pratica manifesta che a quel seme:

1) altre carte non si hanno

2) sono pochissime come numero le carte rimaste

3) ci sono onori.

Ricordo però che il re, essendo la carta vicina all’asso, è molto importante quando in compagnia di quest’ultimo può essere usato come chiavistello per far cadere gli onori, è un’utile carte per “rubare” una presa e spesso è l’unica carta che non sia un onore che conviene difendere se almeno terzo. 

IL 4: il mio liscio preferito, carta letale a traversone e importante a tressette; non tanto per il suo valore, che è il più basso tra le carte di gioco ma per la sua comunicatività…..mi spiego.

Il 4, a meno di scarti falsi o giocate al limite, dà delle informazioni sicure e su cui posso basare i miei ragionamenti durante la mano …..intanto distinguo un 4 scartato su presa avversaria da uno su presa propria.

Scarto di 4 su presa avversaria:

1) il mio socio scarta il 4 di coppe e ho la certezza che lì è debole perché matematicamente non può effettuare uno scarto a scendere.

Come si nota è l’unica carta che, senza dover vedere un secondo scarto, mi da un certa sicurezza sulla debolezza del mio socio a quel seme, perché in tutti gli altri casi non potrei escludere che dopo il primo scarto il mio socio non possa farne un altro a scendere e quindi con 2 scarti  farmi capire che a quel seme è forte:

esempio:il mio socio scarta 5 di coppe e io giustamente penso che lì è debole..ma se nel secondo scarto tira il 4, scarta a scendere e l’informazione è tutt’altro….solo il 4 è scarto “sufficiente” e “chiaro”. 

Scarto di 4 su presa propria:

1) Pensiamo di essere in prima o seconda mano; un 4 scartato dal mio socio su una mia presa,  mi induce pensare che il mio compagno abbia 2 giochi lunghi o almeno 1 lunghissimo e visto che rimangono 8 o 9 carte ancora da giocare è impossibile che stia scartando a salire su quel palo quindi mi dovrò affrettare ad aprire i pali rimasti dove lui sarà molto probabilmente forte o almeno con un consistente numero di carte.

2) Altra informazione che ho è sul numero di carte che gli rimangono al seme dove scarta il 4 su una mia buona….e le possibilità si restringono enormemente, sono solamente  2:

-a quel seme non ne ha più visto che la più alta che scarta è appunto il 4

-a quel seme si è seccato un onore, che non è l’asso

non ci sono altre possibilità se il suo 4 è scartato alle prime 2/3 mani.

3) Discorso diverso se il 4 è scartato a mano ben avviata, diciamo a metà o oltre perché in quel caso potrebbe trattarsi di un inizio di scarto a salire sulle mie buone e questa variabile è da analizzare attentamente ma posso capirlo se mi faccio un’altra buona o dagli scarti precedenti del nostro socio.

La morale di ciò è che entro le prime 3 mani se ho 2 buone da farmi e il mio socio sulla prima mi scarta un 4 è meglio che mi fermo, apro un palo dove il socio chiama e io sono meglio coperto, e tenere l’altra buona come carta da ripresa che fermi il gioco avversario; infatti è rischioso scoprire del tutto un palo senza essere sicuri che il socio sia chiuso.

Discorso diverso a mano ben avviata, diciamo per esempio a metà, beh con 5 carte se ho 2 buone me le faccio e aiuto il mio socio se mi da il 4 sulla prima a scartare chiaro e a togliersi eventualmente le carte che non gli servono, o con uno scarto a salire eventualmente chiamare. 

Chiaramente questo è un ragionamento che vale in linea generale che però può variare, come sempre, a seconda delle situazioni, dei punteggi, delle carte rimaste (chiaramente se le carte al seme dove ho le buone sono finite o sono pochissime tanto vale farsi le buone e non rischiare) ..ma diciamo che spesso è così che si deve interpretare il 4 e questo deve aiutare a ragionare su una domanda semplicissima:

perché il mio socio mi da la carta che vale di meno sulla mia prima buona a inizio mano? E da qui tutti i ragionamenti fatti in precedenza hanno senso ed è mio compito a quel punto cercare di aprirgli i suoi certi giochi lunghi e tenere una ripresa dove lui è debole o piombo.                   REDDEN  B  B

 

Un'altra componente importante del nostro bagaglio culturale tressettistico è la giocata sui lisci, che molto spesso compromette una passata proprio a causa della sua esplicitazione, per rendervi al meglio il concetto di questo argomento trovo assolutamente valido e calzante quanto scritto dall'amico Franco sul suo Tressette.net.

In queste pagine spiegheremo i VANTAGGI ESAGERATI di cui godono gli avversari quando la nostra coppia esce di prima mano dichiarando il liscio.

Guardando le prime 4 carte sul tavolo, e quelle che hanno in mano, diventa troppo facile per gli avversari capire la situazione e sfruttarla. Ma se la stessa uscita fosse stata muta...

Addio facili deduzioni! Anche avendo tutti i pezzi a quel palo, l'incertezza porterà gli avversari a cambiare gioco. Quindi è un GRAVE ERRORE, quando si esce di prima mano, o se si inaugura un palo ancora "incerto", dichiararsi liscio: BISOGNA FARE USCITA MUTA.

Con buona pace degli "espertoni" che di prima mano sono muti come statue se hanno almeno un pezzo, ma quando non hanno nulla lo GRIDANO AI 4 VENTI, specificando anche QUANTI lisci hanno e di che TIPO (re terzo, cavallo terzo, ecc.) e sostenendo che questo "aiuta" il socio!

In realtà vi hanno buttato la patata bollente e se ne sono lavati le mani, come tanti Ponzio Pilato! Ecco perché ho ribattezzato questa categoria di giocatori, che giocano muti quando hanno e parlano quando non hanno, "GLI EGOISTI".

Facciamo un esempio: il mio socio è di prima mano, e gioca silenziosamente un fante (prefigurando il liscio: se avesse giocato scartina avrebbe avuto un busso, con un re poteva avere l'asso, ma una semplice figura già denota debolezza) l'avversario a sinistra, incerto, cala L'ASSO... se io ho un pezzo lo metto sull'asso, e nel 50% dei casi mi rimarrà la presa; ma la cosa veramente SUBLIME avviene quando NON HO NULLA, e inerme assisto alla calata dell'asso... se il mio socio avesse PARLATO, ora loro avrebbero la certezza che anche io non ho pezzi, e staremmo a guardare mentre si fanno tutte le prese di quel palo.

Ma il mio socio ha creato INCERTEZZA, ed ora sono proprio gli avversari a VENIRCI IN AIUTO, CAMBIANDO GIOCO!

Abbiamo ribaltato una SFORTUNATA debolezza della nostra coppia, trasformandola in un ECLATANTE vantaggio...