L'Asso nel tressette: come giocarlo?


L’ASSO: COME GIOCARLO 

L’asso è la carta che vale di più a tressette ma è forse la più difficile da giocare,proprio per il suo valore in termini di punteggio.

Un asso ha 2 valenze:

è una carta molto offensiva perché apre i giochi come nessuna altra carta, ma nel contempo è la carta che più necessita di essere difesa.

Quando l’asso non è accompagnato da pezzi del 25 e non è minimo quarto,è una carta quasi “inutile” per il nostro gioco ma potrebbe essere utilissima magari per il gioco del nostro socio:

esempi:

 1) se il socio chiama al palo in cui noi abbiamo un asso secco o secondo è ovvio che lo giocheremo favorendo così lo sviluppo del gioco del nostro socio.

2) se invece il nostro asso è terzo allora ci sono tantissime opzioni da analizzare…ovviamente non dovrebbe mai essere  un gioco di apertura ma anzi bisogna prestarvi molta attenzione,se il socio chiama sul quel palo lo si può stringere altrimenti va difeso fino alla fine; se invece tocca a noi tirare e sappiamo che il nostro socio chiama va messo a terra portandoselo quasi certamente a casa o alla peggio forzando una presa avversaria di 3 e liberando magari il 2 del nostro socio.

L’ASSO TERZO DI RE: 

L’asso terzo di re è principalmente un palo di difesa che va giocato con molta cautela.

E’ consigliabile,se si è primi di mano,non giocarci e aprire altri pali terzi o più lunghi ma capitano alcune occasioni in cui magari ne abbiamo 2 di assi terzi e siamo costretti ad uscirci:

esempio:asso terzo di re a denari,asso terzo a bastoni,2 secondo a coppe,2 lisci a spada.

Dovendo uscire sul palo più lungo dobbiamo scegliere se uscire sull’asso terzo di re o no e ovviamente la scelta ricadrà sulla prima opzione perché avendo il re l’asso è più difendibile;in questo caso dobbiamo analizzare se uscire di asso o di re e la scelta giusta è la prima per un semplice fatto:non abbiamo le carte per aprire giochi lunghi e sia i 2 assi terzi che il 2 secondo sono giochi da “difesa” quindi dobbiamo “passare la palla”.

Chiaramente giocando l’asso siamo certi che la mano successiva non resta a noi (a meno che il socio non abbia un 25 terzo o superiore e non prenda o che con un 3 abbia fatto passata e non ci inviti a riuscirci,cosa quanto mai sbagliata concettualmente e rischiosa)..è importante questo perché se giocassimo il re e la mano rimanesse a noi non avremmo un palo decente da aprire,meglio quindi giocare di rimessa ma aggressivi.

Torniamo però alla prima mano e ora mettiamoci nei panni del socio:il tuo compagno gioca asso dichiarando re terzo e le prime informazioni che si hanno sono:

1)il tuo socio ha in un gioco terzo di asso il gioco più lungo

2)il tuo socio non ha dichiarato piombi e quindi gli altri 3 semi possono essere messi matematicamente cosi:rimanendo 7 carte o due semi terzi e uno secco o uno terzo e 2 secondi

3)di sicuro almeno un gioco terzo lo ha e di sicuro non ha un ribusso perché altrimenti sarebbe uscito lì(tra un ribusso terzo e un asso terzo si esce sul primo)

4)dove ha il gioco terzo non ha 3 lisci perché altrimenti sarebbe uscito con un normale terzo liscio piuttosto che smontarsi un asso terzo.

Tutte queste informazioni non fanno che confermare che il nostro socio non ha giochi forti ma giochi corti ed abbastanza deboli e la cosa più importante è che noi sappiamo,per certo,che nell’altro gioco terzo(o negli altri 2 che può avere)avrà matematicamente o un altro asso terzo probabilmente peggio difeso di quello che ha giocato o un busso(che preferisce non smontare subito) proprio perché i giochi terzi non potranno essere né ribussi né lisci altrimenti ci avrebbe subito giocato.

In base a quello che abbiamo ci sono 3 tipi di giocate da fare:

1)Se noi non abbiamo niente purtroppo vedremo l’asso del nostro compagno preso dagli avversari e starà a lui poi dover difendere il re secondo che gli rimarrà in mano

2)se abbiamo il 3 dovremo prendere perché fare una passata alla cieca non ha senso e soprattutto non rigiocarci, cosicché il nostro socio capirà che non avremo anche il 2 e si guarderà il suo re secondo.

3)se abbiamo il 2 ovviamente non lo metteremo sull’asso e diventerà una carta sovrana in quanto il 3 cadrà in quella mano,quindi l’asso sarà servito a qualcosa.

Apro su questo punto una piccola postilla:se il nostro socio invece di giocare l’asso dichiarasse Punto tirando il re noi non dovremo mai prendere di 2 anche se secondo(a meno che non abbiamo delle buone da farci) perché lasceremo l’asso secondo in bilico con il 3 in giro facendo sempre una sola presa;invece il nostro socio se gioca il re e gli rimane la mano sa che a quel seme non deve assolutamente riuscirci, casomai saremo noi a giocarci,ed in quel caso appena prenderemo potremo volarci il 2 che era secondo e se cade il 3 avremo liberato l’asso,altrimenti ci saremo fatti 2 mani che è il massimo che potevano raccogliere trovando contro un 3 terzo.

L’ASSO ACCOMPAGNATO DAL 2 O DAL 3 

Quando l’asso è accompagnato da un pezzo del 25 trasforma il palo in un gioco forte ma non sempre è facile giocarlo.

Semplice quando è accompagnato dal 3 perché non è soggetto ma ben protetto,molto più complicato quando è accompagnato dal 2:

esempi:

1)sul 28 terzo va di solito giocato l'asso per liberarsi la presa ed iniziare a comandare un palo..d’altronde rimangono 7 carte in giro ed è facile trovare un 3 terzo o almeno secondo; sarebbe troppo rischioso cercare di far cadere il 3 giocando il 2 (sappiamo che è improbabile che cada viste le molte carte ancora in giro) ed è impensabile semmai riuscirci di scartina perché il rischio supera l’eventuale vantaggio..è da ricordare che se poi trovassimo un 3 terzo i nostri avversari potrebbero regalarsi un asso sfruttando il piombo.

Il 28 quarto classico,quello che mette in crisi tutti,è quello non figurato diciamo con 4 e 5:

1)non abbiamo carte da ripresa, giochiamo l’asso per smontare il 3, al limite potrebbe ritornarci utile anche il socio qualora  avesse 2 lisci e sicuramente uno se lo terrà per noi nel proseguo della partita.

2)primi di mano, abbiamo questo 28 quarto che è il nostro gioco più lungo ma anche carte da ripresa.

Allora dobbiamo analizzare le probabilità,ci sono 6 carte in giro e giocando il 2 ne cadranno tre se non ci sono piombi, ma già vediamo quale carta tirerà il nostro socio e avremo la prima informazione..se tira un sei significa che non ne ha più(noi abbiamo il 4 e 5 e lui deve mettere la più alta..)se dovesse mettere una figura possiamo ritentare (e faremo capire al socio che comunque abbiamo almeno una carta da ripresa) se cade …ottimo…se non cade comunque era terzo e ci avrebbe retti sia che fossimo usciti di liscio che di asso; unica controindicazione è se il socio avesse un re secondo,allora in quel caso sarebbe convenuto uscire di liscio perché cadrebbe automaticamente visto che il socio mette il re e riesce automaticamente, noi abbiamo ancora da mettere il 2 e se ancora non cade il liscio;è pur vero che con un 28 quarto noi,un re secondo il socio..beh trovare un 3 terzo figurato non è cosa comune…ed è l’unico caso in cui ci andrebbe male.

Nel caso in cui il nostro socio avesse un 3 secondo e gli avversari ci reggessero con un re terzo,beh dovremo concedergli una presa ma avendo da riprendere è un sacrificio che va fatto.

Molti poi uscendo di scartina trovano il 3 o il re al socio ma il discorso è sempre lo stesso: proporzione di vantaggi e svantaggi nella giocata..comunque facciamoci una presa (avendo sempre la ripresa) vediamo cosa tira il socio, e poi capiamo se riuscirci anche perché se uscendo di liscio perdessimo la mano sarebbe molto triste non aver aperto un gioco così lungo e soprattutto non riuscire ad esserci fatti una presa con un 28 quarto!